Sulla crisi del tessile e in particolare sul ricorso al contratto di solidarietà da parte dei lanifici interviene il segretario provinciale del Pci Enrico Zanieri : “La crisi del tessile non accenna a fermarsi. Ormai leggiamo quasi quotidianamente di crisi, di aziende che chiudono, di lavoratrici e lavoratori che si ritrovano senza lavoro. Prato e la sua politica cittadina si sono avvitate nel sogno di rivivere gli anni ruggenti del distretto, i favolosi anni settanta e ottanta, senza comprendere che sono drasticamente cambiate i rapporti di forza dentro al mercato mondiale della moda e del tessile e gli stessi rapporti internazionali, commerciali e politici, sono stati più volte rivoluzionati. La politica cittadina ha colpevolmente investito in costosi e presumibilmente inutili progetti sul fine vita dei prodotti tessili, ha di fatto svenduto il Buzzilab e gestito malissimo la vicenda del Creaf. Agli investimenti sbagliati si sono aggiunte la mancanza del supporto alla formazione lavoro, specialmente alle lavorazioni artigianali, l’assenza di una strategia che abbassasse i costi dell’energia (sul modello, quello si distrettuale classico, del depuratore di Baciacavallo), per non parlare poi del più complesso, ma non meno importante, aspetto dei servizi alle lavoratrici e lavoratori e dei trasporti, che oggi rendono Prato un grande paesone e non una ordinata città di più di 200mila abitanti. C’è ancora tempo, purché la politica cittadina riesca a darsi gli strumenti più adeguati per analizzare i problemi e costruire gli strumenti per risolverli.”
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