Nei primi mesi dell’anno la crisi del tessile torna a colpire il distretto pratese. Due aziende sono entrate in liquidazione giudiziale e 24 dipendenti perderanno il lavoro, riaccendendo i riflettori su un comparto che da tempo attraversa una fase complessa.
«Si tratta della Lady V e della Rifimode – spiega Juri Meneghetti, segretario della Filctem Cgil Prato Pistoia –. Stiamo assistendo lavoratrici e lavoratori per il recupero di stipendi, Tfr e diritti. Parliamo di aziende medio-piccole, ma il sistema pratese è composto in gran parte proprio da realtà di queste dimensioni, spesso specializzate in singole fasi della filiera. Quando episodi come questi si sommano, l’effetto sull’intero distretto diventa pesante. È una crisi che viene da lontano».
Il modello produttivo pratese, infatti, si fonda su una rete diffusa di piccole e medie imprese integrate tra loro: filature, tessiture, rifinizioni e confezioni che lavorano in stretta connessione. La chiusura anche di singole realtà può quindi creare contraccolpi a catena, incidendo su occupazione, commesse e tenuta complessiva del comparto.
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