Giornata di sciopero per i corrieri e i facchini in appalto UPS. Domani, giovedì 20 novembre, i lavoratori incroceranno le braccia su tutto il territorio nazionale dopo la rottura del tavolo negoziale per il rinnovo dell’accordo di secondo livello, scaduto nel 2023 e da oltre un anno in attesa di essere aggiornato. A Prato, dove gli addetti coinvolti sono circa cento, è previsto un presidio dalle 8 alle 12 davanti alla sede UPS di via Sabadell 81. A proclamarlo sono le segreterie nazionali di Filt Cgil, Fit Cisl e UilTrasporti, che denunciano l’assenza di una reale volontà da parte dell’azienda di trovare una soluzione condi. Le organizzazioni sindacali chiedono un pacchetto di misure considerate essenziali per tutelare condizioni di lavoro e sicurezza: adeguamento delle trasferte per il personale viaggiante, aumento del buono pasto per il personale non viaggiante, in particolare i facchini, chiusura automatica del servizio nelle aree ad alto rischio in caso di allerta meteo rossa, responsabilizzazione della committenza nei confronti dei comportamenti dei fornitori, soprattutto in materia di sicurezza e applicazione degli accordi. Secondo i rappresentanti di Filt Cgil, Fit Cisl e UilTrasporti, il mancato rinnovo dopo un anno di confronti “non è più accettabile” e crea “un danno economico e organizzativo a lavoratrici e lavoratori che garantiscono ogni giorno un servizio essenziale della logistica”. Lo sciopero di domani, spiegano i sindacati, vuole essere un segnale forte per sbloccare una vertenza che riguarda centinaia di addetti in tutta Italia, ma che nella provincia di Prato pesa in modo particolare su un comparto già messo alla prova da ritmi intensi e condizioni di lavoro spesso difficili.
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