Ridurre il peso dei controlli ripetitivi sulle imprese, uniformare le verifiche lungo tutta la catena produttiva e costruire un sistema di certificazione riconosciuto da tutti gli operatori del settore. Sono questi i principi alla base del “Patto per un Ecosistema di Audit Efficiente, Trasparente e Sostenibile”, il manifesto strategico promosso da Confartigianato Moda per innovare il sistema dei controlli nella filiera del Made in Italy. Il Patto propone l’adozione di un unico schema di audit e di una sola check-list di verifica che diventino il riferimento comune per la valutazione qualitativa della catena di subfornitura e per il rilascio della futura Certificazione Unica di Conformità delle filiere della moda. L’obiettivo è superare la frammentazione degli attuali sistemi di controllo che impongono alle imprese, in particolare alle realtà artigiane di minori dimensioni, verifiche multiple, richieste documentali sovrapposte e costi amministrativi elevati. “Gettiamo le basi per un modello di valutazione che finalmente unisce e non divide.- spiega il presidente di Confartigianato Moda, Moreno Vignolini – .Vogliamo eliminare l’enorme carico burocratico che oggi grava sulle spalle dei subfornitori, garantendo al contempo la massima trasparenza, la tracciabilità dei processi e una reale tutela sia per le imprese sia per il consumatore finale” Per raggiungere questi risultati, il Manifesto individua impegni precisi per tutti gli attori della filiera. Confartigianato si impegna a supportare le micro e piccole imprese nella compilazione della versione semplificata della check-list e a predisporre linee guida dedicate ai comparti tessile, abbigliamento, calzaturiero e pelletteria, anche attraverso il coinvolgimento delle Camere di Commercio.
I brand e le aziende capofila saranno chiamati ad adottare il modello unico di verifica nei rapporti di fornitura, rinunciando alle proprie check-list proprietarie e riconoscendo la piena equivalenza delle certificazioni rilasciate dagli Organismi di Certificazione Accreditati aderenti al sistema. Una scelta che consentirà di eliminare la duplicazione degli audit e di semplificare i rapporti lungo tutta la catena produttiva.
Gli Organismi di Certificazione garantiranno invece un’applicazione uniforme della check-list su tutto il territorio nazionale e una formazione specifica degli ispettori sui temi del lavoro, della sicurezza e della normativa fiscale e previdenziale.
Il sistema sarà coordinato attraverso un Tavolo tecnico permanente presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che avrà il compito di monitorare l’andamento del mercato, aggiornare periodicamente gli indicatori di riferimento e fornire la base tecnica per la definizione della futura disciplina regolamentare.
Con il Patto, Confartigianato Moda punta a costruire un ecosistema di controlli condiviso, capace di garantire maggiore trasparenza, sostenibilità e competitività all’intera filiera della moda italiana, riducendo al tempo stesso gli oneri burocratici che oggi gravano sulle imprese.
Riproduzione vietata