Il settore dell’autotrasporto è in ginocchio a causa del caro gasolio. Con il prezzo del carburante stabilmente oltre i 2 euro al litro e senza risposte concrete da parte del Governo, cresce il rischio di uno sciopero nazionale dei trasporti. A lanciare l’allarme è Unatras (Unione Nazionale Associazioni Autotrasporto Merci), di cui fa parte anche Confartigianato Trasporti. L’organizzazione ha convocato il prossimo 17 aprile a Roma il proprio Comitato Esecutivo per valutare possibili azioni di autotutela della categoria. Secondo Unatras, i costi del carburante hanno superato i livelli di equilibrio economico per le imprese. Il gasolio sulla rete ordinaria supera i 2,04 euro al litro, con picchi ancora più alti in autostrada, generando un aggravio fino a 9mila euro all’anno per veicolo pesante e mettendo fuori mercato migliaia di aziende.
“Le imprese stanno lavorando in perdita e non sono più in grado di assorbire ulteriori rincari – dichiara Vincenzo Figliomene, presidente di Confartigianato Trasporti Prato –. È inaccettabile che, di fronte a una crisi così grave, non siano state recepite le proposte del settore per garantire misure efficaci e immediate. La proroga del taglio delle accise di 20 centesimi al litro è già stata neutralizzata dall’aumento del prezzo industriale. Servono provvedimenti urgenti per mantenere strumenti di compensazione e ristoro, fondamentali per chi ha investito in sicurezza e sostenibilità ambientale”. Unatras chiede quindi interventi immediati, tra cui: l’emanazione del decreto attuativo per il credito d’imposta da 100 milioni di euro, ristori per il mantenimento degli strumenti di compensazione, misure a sostegno della liquidità delle imprese e rapida attuazione dei provvedimenti normativi con compensazione dei rimborsi sulle accise.
A livello territoriale, Giovanni Corradi, responsabile Ufficio Categorie di Confartigianato Imprese Prato, segnala una criticità strutturale: “Circa il 70% delle imprese associate è costituito da realtà monoveicolari, spesso escluse dal recupero delle accise sul gasolio. È indispensabile che le misure richieste al Governo includano interventi specifici anche per queste aziende”.
“Senza un cambio di rotta immediato – conclude Unatras, posizione condivisa da Figliomene – il Comitato Esecutivo valuterà il fermo nazionale dei servizi. Una decisione che diventerebbe inevitabile per tutelare la sopravvivenza di migliaia di imprese e garantire la continuità di un comparto essenziale per la logistica e per l’economia italiana”.
Riproduzione vietata