Benzinai sul piede di guerra. Se il governo continuerà a «girarsi dall’altra parte» sulla riforma del settore dei carburanti, la categoria è pronta allo sciopero. A lanciare l’avvertimento è Faib Confesercenti Prato, che interviene sull’emergenza dei prezzi alla pompa legata anche alla crisi geopolitica in Medio Oriente. Nel mirino dell’associazione finiscono anche i controlli della guardia di finanza effettuati nel fine settimana in diversi distributori del territorio pratese. Per i gestori si tratta di un segnale che rischia di alimentare sospetti nei confronti di chi, in realtà, non ha alcun potere sui prezzi.
«Il clima di sospetto alimentato dai recenti controlli della Finanza anche a Prato rappresenta un errore di prospettiva – afferma Nicola Piacquadio, presidente di Faib Confesercenti Prato – perché sposta l’attenzione dai veri responsabili verso l’ultimo anello della catena, il gestore, che vive la stessa condizione di fragilità dell’utente finale».
Secondo l’associazione il margine di guadagno per i benzinai resta fermo a circa cinque centesimi lordi per ogni litro di carburante venduto, indipendentemente dagli aumenti dei prezzi alla pompa. Gli adeguamenti dei listini, spiegano, vengono decisi dalle compagnie petrolifere e non portano alcun beneficio economico ai gestori.
Riproduzione vietata