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Buona affluenza e clima fiducioso all’apertura di Milano Unica


Soffia un vento positivo sulla 42ª edizione della fiera, che presenta le collezioni di tessuti per la primavera-estate 2027


Alessandra Agrati


Soffia un vento di moderato ottimismo sulla 42ª edizione di Milano Unica, la fiera internazionale dedicata ai tessuti e agli accessori di alta gamma per la primavera-estate 2027. Nonostante l’anticipo delle date, già dalla mattina di oggi, 20 gennaio, gli stand hanno registrato un flusso costante di visitatori e operatori del settore.
“Milano Unica – spiega Giovanni Gramigni del Lanificio Bisentino e presidente di Prato Trade – resta sicuramente un punto di riferimento, abbiamo avuto un’affluenza buona e costante, non si registrano picchi né in positivo né in negativo. Ovviamente il mercato si trova in un momento particolare, vedremo poi come si concretizzeranno gli ordini”.
A confermare che qualcosa si stia muovendo è anche l’Ufficio studi economici e statistici di Confindustria Moda che, analizzando i dati Istat relativi ai primi nove mesi del 2025, stima su base annua un significativo rallentamento della fase negativa del fatturato della tessitura italiana: -1,5% contro il -8,8% del 2024. Il fatturato complessivo sfiora i 6,9 miliardi di euro, contro i 7 miliardi dell’anno precedente. Un dato sostenuto soprattutto dal buon andamento registrato nel terzo trimestre del 2025 da gran parte dei comparti tessili, segnale che potrebbe rappresentare l’avvio di un trend più favorevole nel 2026.
“Un buon inizio – spiega Andrea Cavicchi di Archè – si rivedono anche gli stranieri, a una prima stima più presenti degli italiani. Milano Unica oggi è l’unica fiera che ha validità. C’è interesse per le collezioni e soprattutto per la ricerca. Avevamo già molti appuntamenti fissati, direi che si respira un clima positivo”.
Secondo il Centro studi, nel 2025 il valore delle esportazioni è stimato in 3,73 miliardi di euro, in lieve calo (-1,5%) rispetto al 2024. Di segno opposto, invece, l’andamento delle importazioni, previste in crescita del +2,6% per un valore di circa 1,86 miliardi di euro. Per la prima volta dopo molti anni, questo dato risulta sostanzialmente allineato al saldo della bilancia commerciale del comparto, pari a 1,88 miliardi.
Guardando ai mercati di sbocco, nei primi nove mesi del 2025 Cina e Hong Kong, considerate insieme, restano il primo mercato di riferimento con circa 200 milioni di euro, pur registrando singolarmente cali rispettivamente del -17,7% e -26,7%. La Cina da sola scende al quarto posto, preceduta da Francia (-3,1%), Germania (-1,3%) e Tunisia (+7,4%). In positivo, invece, Stati Uniti (+5,9%), nonostante le incertezze legate ai dazi, Portogallo (+0,9%), Marocco (+14,2%), Polonia (+18%) e Regno Unito (+9,2%). Sul fronte delle importazioni continua a dominare la Cina (+11,7%), con una quota del 29,1%, seguita da Turchia (-5,6%) e Germania, che segna un deciso +32,6%.


“Milano Unica è partita in modo incoraggiante, con clienti di qualità e un’attenzione crescente verso prodotti italiani più ricercati, fantasie e contenuti di maggiore personalità. Il bilancio vero lo faremo alla fine della fiera ma, dopo un periodo di scelte più prudenti, tra i clienti sembra tornare la voglia di investire in innovazione, design e qualità – il commento di Francesco Marini di Marini Industrie –. Il contesto resta complesso, tra incertezze geopolitiche e una competizione ormai globale anche sui prezzi, ma oggi il vero valore aggiunto è sempre più nel servizio: partnership solide, progetti esclusivi e personalizzazione. È su questo che il nostro manifatturiero può continuare a fare la differenza”.
Secondo lo Studio tendenze di Milano Unica, le collezioni si orientano verso tessuti prevalentemente in fibre naturali, valorizzate da trattamenti e finissaggi in grado di amplificarne qualità sensoriale ed estetica. Spazio anche a materiali più fluidi e trasparenze, arricchiti da applicazioni luminose e lavorazioni all-over che ne esaltano leggerezza e movimento.
“Un buon inizio – precisa Roberto Rosati di Fortex – nonostante il momento difficile. La fiera è anche un’occasione di confronto, utile per cercare di uscire dal pantano in cui ci troviamo. Intanto, già dalle prime ore della mattinata abbiamo avuto sempre gente allo stand”.
Conferme arrivano anche da Sandro Ciardi della Dinamo: “Buona la partenza, tra gli stand si rivedono molti stranieri: cinesi, giapponesi e coreani, ma anche americani”.


Sulla stessa linea Leonardo Raffaelli, managing director di Balli il Lanificio: “Consolidiamo la presenza sul mercato nazionale e internazionale – conclude –. Con la nuova collezione abbiamo puntato su un forte effetto novità, inserendo una linea su cui crediamo molto e dalla quale ci aspettiamo risultati importanti. Apriamo il 2026 con segnali confortanti da Germania, Olanda, Belgio e Italia e con la consapevolezza di avere nuovi brand in crescita al nostro fianco. Il periodo per il settore moda non è affatto semplice, ma ci avviciniamo al nuovo anno con fiducia, entusiasmo e voglia di crescere”.

Giudizio positivo anche per Enrico Reali amministratore Manifattura tessile toscana: “Quella odierna è stata una buona partenza. Come primo giorno possiamo ritenerci soddisfatti, c’è stata tanta affluenza con clienti provenienti da Europa, mercato orientale e anche americano. Ci sono buone aspettative per il futuro: l’obiettivo è seminare nel migliore dei modi per poi raccogliere nelle prossime settimane. Sempre con ottimismo”.

aa

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