Ha preso il via oggi alla Fortezza da Basso di Firenze la 110ª edizione di Pitti Uomo, in programma fino al 19 giugno. Oltre 740 brand provenienti da più di 30 Paesi, con una quota estera del 44%, partecipano alla principale manifestazione internazionale dedicata alla moda maschile, che quest’anno ha scelto come tema “The Pool”. L’apertura del salone arriva in una fase ancora delicata per il comparto. Secondo i dati diffusi da Confindustria Moda, la moda maschile italiana ha chiuso il 2025 con una contrazione del 2,2%, portando il fatturato complessivo a circa 11,2 miliardi di euro.
Tra i diversi segmenti, la confezione in pelle si conferma l’unica voce positiva, con una crescita del 4,9%. Restano invece in calo la camiceria (-4,5%), la maglieria esterna (-3%), le cravatte (-2,8%) e il vestiario esterno (-1,6%). Anche sul fronte internazionale il settore registra una frenata. Le esportazioni si sono ridotte dell’1,7%, scendendo a circa 8,7 miliardi di euro, mentre le importazioni sono tornate a crescere (+1,8%), attestandosi a 5,4 miliardi. L’analisi dei mercati evidenzia una tenuta dell’Unione europea, dove l’export cresce del 3% e aumenta il proprio peso sul totale delle vendite estere, passando dal 45,9% al 48,1%. Più difficile invece la situazione nei mercati extra-Ue, che registrano una flessione del 5,7%, pur continuando a rappresentare la quota maggioritaria dell’export complessivo (51,9%). Sul fronte delle importazioni si rafforza il ruolo dei fornitori extraeuropei, con una crescita del 6,9% e una quota salita al 54% del totale, mentre gli acquisti dall’area Ue arretrano del 3,2%.
Nonostante il quadro economico ancora complesso, dall’avvio di Pitti Uomo emerge un clima di maggiore fiducia. A sottolinearlo è il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. “Quest’anno arriviamo da mesi in cui abbiamo parlato spesso della moda per le difficoltà e le preoccupazioni legate al futuro del settore. Tuttavia, incontrando in queste ore gli operatori presenti in Fortezza, percepisco un clima diverso, fatto di volontà di rilancio, fiducia e progettualità. La moda resta un settore fondamentale per la nostra economia: vale miliardi di euro e dà lavoro a circa 120 mila persone nella nostra regione. Sostenere la sua crescita significa sostenere il futuro della Toscana”.
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