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Ritrovate e recuperate le relazioni degli studenti del Buzzi del primo ‘900: erano finite in un bar a Calenzano


L'associazione ex allievi il 16 dicembre donerà i tomi al Museo del Tessuto e lo stesso giorno svelerà il vincitore della prima edizione del Tullio d'oro


Redazione


Ci sono voluti oltre vent'anni e tante ricerche, ma poi le 21 relazioni degli allievi che hanno frequentato il Buzzi nei primi del '900 sono tornate a casa e il 16 dicembre saranno donate al Museo del Tessuto. “Ormai avevamo perso tutte le speranze di ritrovare questi preziosi documenti – spiega Guido Biancalani presidente dell' associazione ex allievi del Buzzi – ma due anni fa abbiamo assisto ad una sorta di miracolo che ci ha fatto ritrovare questi documenti in una libreria del bar Tutto Bene di Calenzano”.

La storia delle 21 tesi di licenzia inizia nei primi del secolo scorso quando Tulio Buzzi impone a tutti i diplomati di consegnare una relazione dettagliata del lavoro che svolgono in fabbrica. “E' stata un'intuizione geniale – spiega Biancalani – un fondamento per ricostruire in modo scientifico lo sviluppo dell'industria tessile pratese, soprattutto quella tintoria”. Fino agli anni '90 le relazioni sono state custodite negli archivi della scuola, ma poi sparirono e non si ebbe più traccia, fino a quando un ex allievo, andando a prendere il caffè al bar, ha riconosciuto i volumi esposti nella libreria. “Immediatamente ci ha contatti- continua il presidente – e così grazie anche al titolare del bar siamo riusciti a risalire al proprietario: un antiquario che aveva acquistato i tomi in un mercatino dell'usato. Siamo così tornati in possesso di tutto il materiale e abbiamo deciso di donarlo al Museo del tessuto”.
La donazione dei volumi, ancora scritti e disegnati a mano, e di due manoscritti con gli appunti di filatura e tessitura scritti dal professor Mario Loreto nel 1916/1917 quando frequentava l’istituto tecnico tessile di Napoli, non è la sola iniziativa che gli ex allievi presenteranno il prossimo 16 dicembre: verrà anche premiato il vincitore della prima edizione del Tullio d'oro. “E' un premio che abbiamo istituito – spiega Giuseppe Moretti vicepresidente dell' associazione – per ringraziare chi si è distinto nell'aiutare prevalentemente la scuola, ma anche in parte la città. Ora lanciamo la prima edizione, ma vogliamo che diventi un appuntamento fisso”.
Un' apposita commissione valuta e propone i nomi di chi “ispirato dagli insegnamenti del professor Tullio Buzzi, si è particolarmente distinto in ambiti culturali, artistici, professionali o di impegno sociale legati alla scuola”.

alessandra agrati
 
Edizioni locali: Prato
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