Prende il via tra domenica e lunedì la nuova edizione di MetJazz a Prato, la rassegna diretta da Giuseppe Vigna ed Enrico Romero. Un’apertura in grande stile, costruita attorno alla figura di Miles Davis, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita. Si comincia domenica 15 febbraio alle 11 alla Scuola di musica “G. Verdi” con l’incontro Sketches of Miles (Ahead). Protagonista sarà Enrico Merlin, musicista, musicologo e tra i più autorevoli studiosi del trombettista americano, che guiderà il pubblico in un approfondimento sulla storica collaborazione tra Miles Davis e l’arrangiatore Gil Evans. Un sodalizio che ha segnato la storia del jazz moderno, dando vita a lavori entrati nel repertorio imprescindibile del Novecento. Lunedì 16 febbraio alle 21 il Teatro Metastasio ospiterà invece la serata inaugurale di MetJazz 2026, pensata come un vero e proprio “gran gala” dedicato a Davis. In apertura In a Miles Way, omaggio affidato a un ottetto diretto dal trombettista Franco Baggiani: una formazione “all stars” che riunisce diverse generazioni della scena jazz toscana. Sul palco, accanto a Baggiani, Diego Carraresi al sax e agli arrangiamenti, Marco Ortolani e Giacomo Downie ai sassofoni, Stefano Scalzi al trombone, Valerio Morelli alla chitarra, Filippo Pedol al contrabbasso e Andrea Melani alla batteria. Il progetto prende spunto da In A Silent Way, l’album che documentò il passaggio di Miles dal jazz acustico a quello elettrico, poi esploso con Bitches Brew. L’intento è però quello di ripercorrere a ritroso quella stagione creativa, mettendo in luce l’energia e la vitalità della produzione precedente alla svolta elettrica, fino alle raffinate atmosfere del cool jazz. La serata proseguirà con la proiezione di Ascensore per il patibolo, il noir diretto nel 1958 da Louis Malle, interpretato da Jeanne Moreau e Maurice Ronet. Un film entrato nella leggenda anche grazie alla colonna sonora firmata da Miles Davis. Fu Boris Vian a mettere in contatto il regista con il musicista: Davis registrò le musiche improvvisando in studio, di notte, mentre scorrevano le immagini del film. Una sessione notturna, dalle 23 alle 5 del mattino, che regalò al cinema una delle colonne sonore più intense e innovative di sempre.
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