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Il regista teatrale Luca Ronconi è ora cittadino di Prato


Protagonista di una stagione artistica che ha dato prestigio internazionale a Prato, Ronconi ha ricevuto l'onorificenza stamani dal Consiglio comunale riunito in seduta solenne. Per lui anche il "Gigliato d'argento". E sul futuro del Metastasio Ronconi aggiunge: "L'identità è importante"


Redazione


Accompagnato dallo squillo delle chiarine dei Valletti comunali, dai rintocchi della campana civica "La Risorta" di Palazzo Pretorio, e da un lunghissimo applauso il grande regista teatrale Luca Ronconi ha fatto il suo ingresso nel Consiglio comunale di Prato riunito stamani in seduta solenne per conferirgli la cittadinanza onoraria. Testimonianza della gratitudine profonda dei pratesi e del segno che Ronconi ha lasciato in questa città, l'onorificenza è il miglior modo per festeggiare il 50° anniversario della riapertura del Teatro Metastasio. Un'istituzione culturale che a metà degli anni '70 Ronconi ha reso celebre in tutto il mondo grazie al suo Laboratorio di progettazione teatrale che si rivelò fucina di talenti e d'innovazione e che come lui stesso spiega oggi era "un percorso di conoscenza, qualcosa di più di uno spettacolo teatrale finalizzato all'applauso". 
Il Comune di Prato ha quindi deciso di insignire Ronconi della decima onorificenza nella storia della città dopo il conflitto mondiale in segno di ringraziamento per aver fatto del Met un palco di fama internazionale. 
Molto emozionato, e anche sorpreso, Luca Ronconi ha rievocato l'esperienza pratese e l'importanza che ebbe per la sua impronta artistica: «Con riconoscenza e sorpresa accolgo la cittadinanza onoraria di Prato, città in cui mi trasferii a metà degli anni '70 con un gruppo di attori e artisti per inventarci questo Laboratorio: fu un esperienza centrale nella mia attività, non solo per il teatro, ma anche per l'interesse e il confronto continuo con artisti e intellettuali di altre discipline che vi parteciparono numerosi, come Gae Aulenti, Umberto Eco e Dacia Maraini. L'auspicio oggi è che il futuro che verrà somigli di più a quello anteriore che a quello attuale».
Già, il futuro. Il Metastasio festeggia uno dei suoi più grandi protagonisti e i suoi 50 anni di vita dopo la riapertura in un momento delicatissimo per il futuro di questa istituzione culturale. Rotti i rapporti con la Pergola che ha rifiutato la forma consortile per presentare al governo la richiesta di riconoscimento di "teatro di interesse nazionale", il Metastasio va avanti per la sua strada. Una scelta condivisa da Ronconi che senza entrare troppo nel merito della questione ha dichiarato "L'identità artistica è importante".
Appena arrivato, Ronconi ha incontrato il sindaco Biffoni nella sua stanza. Qui ha ricevuto il gigliato d'argento. Nel lasciare una dedica ha disegnato la facciata del Metastasio e quella del Fabbricone, nato proprio in quegli anni. Accanto ha aggiunto una didascalia con le opere da lui realizzate in quel periodo.

«Non c'era un modo migliore e più bello per festeggiare il 50° anniversario della rinascita del Metastasio e il 40° del Fabbricone – ha concluso il sindaco Matteo Biffoni – Oggi celebriamo infatti un grande uomo di cultura e la scelta di far nascere qui a Prato quel Laboratorio di progettazione teatrale che diede alla città un ruolo guida nella scena artistica internazionale. Siamo davvero onorati che un nostro concittadino abbia contribuito a scrivere la storia del teatro italiano. Grazie Maestro»
 Il sindaco Biffoni, l'assessore alla Cultura, Simone Mangani e il capogruppo del Pd Lorenzo Rocchi, hanno ricordato il ruolo fondamentale che in questa straordinaria esperienza hanno avuto gli amministratori dell'epoca, il sindaco Landini ed Eliana Monarca: "Celebrando Ronconi Prato celebra anche amministratori pubblici come Lohengrin Landini ed Eliana Monarca che di quel Laboratorio teatrale furono i committenti – ha detto l'assessore alla Cultura Simone Mangani- Un'esperienza unica, a cui si devono spettacoli meravigliosi e la  nascita del Fabbricone in un ex magazzino». 
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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
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Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
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