La vera storia di Garrincha, l’ala destra del Brasile che ha vinto due mondiali di calcio, è stata al centro dell’incontro letterario organizzato da Uisp Prato ieri sera al Giardino Buonamici. A raccontare il suo libro ‘Il passerotto di Magé’ è stato l’autore Antonio Lombardo intervistato dalla moderatrice Desirè Oliverio della Sdb Comunicazione. Fra racconti della storia di Garrincha, parallelismi con l’attualità e con gli attuali valori del mondo del calcio, ne è venuta fuori una serata all’insegna della storia, del racconto e del dialogo.

Il libro vede la prefazione di Zico che parla così di Garrincha: “Aveva con la palla un rapporto che si collocava fra l’ispirazione e la relazione affettiva. E lei obbediva”. La prefazione è invece di Pedro Waldemar Manfredini che commenta: “Il momento più bello di tutti era guardarlo giocare”. Infine anche la citazione di Pelè: “Se non fosse stato per Mané il Brasile non avrebbe mai vinto il campionato del mondo del 1958”.

Durante la serata, che ha visto la partecipazione fra gli altri della presidente di Uisp Prato Astrid Hunstad, dell’ex presidente Maurizio Vannelli, dell’ex consigliere comunale Gianluca Coppini e del presidente della Galcianese Calcio, Andrea Andreini, sono stati proiettati anche una serie di video significativi sulla storia di Garrincha, ma anche su Paolo Rossi, il compianto campione del mondo.

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