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Alle Scuderie la prima antologica su Amighetto Amighetti


Artista del Novecento morto prematuramente, è nato in Liguria ma poggese d'adozione. In 45 opere viene ripercorsa la sua crescita artistica, dagli esordi al periodo careniano fino all'ultimo quadro dipinto


Redazione


Continua il viaggio nella cultura e nell'arte del Novecento promosso dal Comune di Poggio a Caiano. Sabato 17 marzo (ore 17) alle Scuderie medicee sarà inaugurata la mostra completamente dedicata ad Amighetto Amighetti (1902-1930), pittore ligure ma poggese di adozione (essendovi nati sia il padre sia la madre), morto a soli 28 anni e ingiustamente dimenticato.
Curata dallo storico dell’arte Franco Dioli, l’esposizione è la prima antologica dell'artista dopo due mostre postume a Genova, nel 1946 e nel 1951.  45 le opere esposte dopo averne visionato 120. Ritratti, paesaggi toscani e nature morte. Il percorso espositivo va dal periodo giovanile all'ultimo quadro prima della morte, passando dalla fase Careniana quando il suo maestro all'Accademia delle belle arti di Firenze, Felice Carena, ne influenza la pennellata cambiandola radicalmente.

Nella chiesa di San Michele Arcangelo a Comeana (aperta tutti i giorni dalle 9 alle 13) è possibile ammirare la pala che Amighetti realizzò, nel 1919 a soli 17 anni.  
 Non si hanno notizie certe sulla frequentazione in vita tra Amighetti e Soffici, un altro grande artista del Novecento, anche lui poggese d'adozione, nonostante Amighetti passasse l'estate nella casa paterna a Loretino, tra Comeana e Poggio, ma nel 1928 alla Biennale di Venezia, Soffici era nella giuria di accettazione delle opere e Amighetto fu uno dei pittori ammessi con l’opera Natura morta che oggi è possibile ritrovare nel percorso espositivo. 
La mostra che a Poggio sarà visibile fino al 3 giugno, il prossimo novembre farà tappa a Genova, città nella quale il pittore è nato, ha studiato ed ha prevalentemente svolto la sua attività.  
"Amighetto Amighetti, nonostante la breve esistenza, ha lasciato un’eredità pittorica di grande interesse che merita essere divulgata e approfondita – affermano il sindaco Martini e l'assessore alla cultura, Giacomo Mari – così come di rilievo la sua attività di ricerca artistica, che si inserisce a pieno titolo in quell’interscambio culturale fra la riviera ligure e il territorio dell’area fiorentina, intellettualmente e artisticamente fiorenti e creativi, specie nei primi decenni del Novecento. Un secolo, il Novecento italiano, di cui il Museo Soffici intende allargare gli studi, come da suo programma istitutivo. In questi 5 anni abbiamo fatto miracoli con le poche risorse a disposizione, ma siamo contenti perchè la cultura migliora la qualità della vita di una comunità".
 Catalogo della mostra De Ferrari, Genova a cura di William Darrigo e Franco Dioli con i contributi di: Leo Lecci e Paola Valenti (Università degli studi di Genova); Elena Pontiggia (Accademia di Brera, Politecnico di Milano); Giulio Sommariva (Conservatore del Museo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova); Luigi Cavallo e Luigi Corsetti (Curatore scientifico e direttore del Museo Soffici e del ‘900 italiano). 
 
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