Il tribunale civile di Prato ha confermato quanto già aveva stabilito qualche giorno fa: il picchetto di Sudd Cobas è legittimo. Questa volta a ricorrere alla procedura d’urgenza era stata la Sg Trasporti, società di autotrasporto il cui rimorchio è stato bloccato nell’ambito della vertenza sindacale che vede al centro l’azienda di logistica Acca che ha annunciato il licenziamento di 95 persone. “Il giudice ha affermato ciò che dovrebbe essere evidente a tutti – il commento di Sudd Cobas – i vestiti non sono merci deperibili e non sussiste quindi nessuna ragione di urgenza che possa mettere in discussione il diritto di sciopero”.
Sudd Cobas da oltre un mese è in presidio permanente contro Acca, davanti ai cancelli in via Copernico a Seano, zona produttiva di Carmignano. Il picchetto ha di fatto bloccato le merci presenti nel magazzino: centinaia di scatole piene di capi di abbigliamento di proprietà di centinaia di aziende che ne chiedono la restituzione per poter provvedere alle spedizioni ai clienti finali attraverso altri vettori.
Il sindacato continua la sua resistenza e insiste sul fatto che, nella realtà, l’azienda di logistica che serve una grossissima fetta dei pronto moda del distretto pratese, “non ha problemi di commesse quanto l’esigenza di chiudere per riaprire sotto un altro nome e, così facendo, liberarsi dei debiti con il fisco e disfarsi dei lavoratori titolari di un regolare contratto dopo la battaglia sindacale di qualche tempo fa”.Prima di questa durissima vertenza, la Acca era già nota alle cronache per un’inchiesta su una presunta evasione da 70 milioni di euro e per un’altra inchiesta sullo sfruttamento e sul caporalato tra gli operai.
E mentre sono in ballo ancora due decisioni relative ai ricorsi presentati secondo la procedura d’urgenza ‘ex articolo 700’, il picchetto continua a Seano con l’aggiunta di Pistoia già da un paio di settimane e, negli ultimi giorni, anche di Campi Bisenzio dove il sindacato protesta davanti ai cancelli di quelle che ritiene essere aziende collegate alla Acca.
Tornando ai ricorsi: la prima decisione del tribunale di Prato chiamato a decidere da diversi pronto moda sulla legittimità del picchetto, è stata impugnata dagli imprenditori a cui è stato dato appuntamento il 12 agosto; quella pronunciata dal tribunale di Pisa che, sulla stessa identica richiesta avanzata però da altri pronto moda, ha dichiarato l’illegittimità del picchetto e l’immediata riconsegna della merce stoccata nel magazzino di Acca, sarà discussa nel merito il 24 luglio. “Il tribunale di Pisa ha deciso senza udienza di contraddittorio, né diritto di difesa del sindacato – spiega Sudd Cobas – oggi quello è un provvedimento ancora più isolato e che contesteremo in tutte le sedi. Se verrà confermato all’udienza del 24, siamo determinati a presentare reclamo”.
Critiche anche alla modalità con la quale i pronto moda sono scesi in campo: “Questa valanga di azioni legali contro il sindacato – viene spiegato – ha il solo e unico obiettivo di alzare una cortina di fumo per nascondere il chiudi e riapri conclamato dalla Acca. Per lo stesso motivo stiamo continuando la mobilitazione contro i carichi abusi in strada con cui Acca sta continuando ad effettuare le spedizioni. Ormai non si può far finta di non vedere. Le istituzioni e gli organi deputati devono agire con tutti gli strumenti a disposizione per salvare 95 posti di lavoro, a partire da un’ordinanza che vieti le operazioni di carico delle merci in strada, operazioni che quotidianamente – conclude il sindacato – continuano ad essere svolte da Acca”.
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