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Vandali per noia: hanno 15 e 16 anni i quattro giovanissimi accusati di aver devastato 8 scuole


Redazione


Due hanno 15 anni, gli altri due 16. Ragazzi che gli stessi investigatori definiscono “per bene”, cresciuti in famiglie normali, senza nessun tipo di disagio né economico né sociale. Ragazzi che da settembre hanno danneggiato e poi devastato, in un crescendo che non si sa dove sarebbe finito, sicuramente sei scuole cittadine, anche se ci sono forti sospetti che abbiano agito in almeno altre due strutture. E lo hanno fatto – come hanno ammesso di fronte ai poliziotti che li stavano interrogando – mossi solo dalla noia, dalla volontà di dare un senso alla serata, dal desiderio di farsi grandi con una bravata. Sono loro i quattro componenti della banda di teppisti che aveva scelto di scaricare tutta la propria rabbia e la propria insoddisfazione accanendosi contro le strutture destinate ad accogliere i bambini più piccoli. E la storia sarebbe andata avanti ancora a lungo, visto che in un’agenda sequestrata dagli inquirenti c’era l’elenco dettagliato delle altre scuole da prendere di mira.”Li abbiamo fermati in tempo – commenta soddisfatto il questore Domenico Savi -. Sia perché abbiamo interrotto questa serie preoccupante di danneggiamenti sia perché la situazione era molto vicina a degenerare. Questi ragazzi avevano preso una brutta china e siamo convinti che fossero vicini a fare il salto di qualità sull’onda delle loro bravate. Per fortuna credo che siano ancora in tempo ad essere recuperati. Hanno alle spalle famiglie sane e spero che si siano resi conto di quello che hanno combinato”.E’ lungo l’elenco degli atti vandalici attribuiti ai quattro, tutti denunciati per i reati di danneggiamento aggravato e furto. Il primo episodio è del 21 settembre quando fu rotta la porta a vetri della Meoni di via Cantagallo. Il 10 novembre, poi, alla Puccini di via Guerra furono commessi degli atti di vandalismo e rubati alcuni oggetti per computer. A dicembre l’escalation: si inizia il 4 alla materna del Sacro Cuore dove furono messi a soqquadro gli uffici e rubati circa 200 euro di un fondo cassa. Il 28, poi, il grave episodio alla Filippino Lippi di via Toti con veri e propri atti di devastazione all’interno del nido, della materna e del GiocaCipì: vetri e suppellettili rotti, porte danneggiate, rubinetti lasciati aperti, senza però ostruire gli scarichi. Dello stesso giorno il danneggiamento alla porta d’ingresso delle Fermi e all’auto del preside. Il 31 dicembre, invece, toccò alla Meucci di via Marradi, dove fu aperto il distributore di bevande della palestra, con il contenuto sparso ovunque. IL 2 gennaio, invece, fu scoperto il raid alla scuola Cantucci di via Botticelli, dove furono azionati tutti gli estintori e mandate in frantumi tutte le porte a vetri della struttura. Per finire con l’episodio scoperto il 4 gennaio, alla Galilei, con nido. materna e ludoteca devastate in maniera pressoché totale, con l’allagamento dei locali e tutti i muri imbrattati, oltre alla distruzione dei lavoretti fatti dai bambini e di gran parte del materiale didattico.E’ stato a quel punto che il questore ha disposto la creazione di una task force composta da uomini delle Volanti, della Digos e della Squadra mobile per arrivare all’individuazione degli autori, mentre gli agenti della Scientifica cercavano di trovare impronte e quanti più indizi sul luogo dello scempio. E’ scattata così l’operazione Lucignolo e la fortuna, stavolta, è stata dalla parte delle forze dell’ordine, visto che la sera del 5 gennaio un cittadino ha chiamato il 113 denunciando come tre ragazzi stessero cercando di forzare la porta di una gelateria in via Masiani. Sul posto si sono recate subito due pattuglie delle Volanti, che hanno individuato e bloccato tre minorenni: con loro avevano passamontagna, martelli e scalpelli, mentre nel loro quadriciclo a motore sono stati trovate torce, pasta mimetica, due fucili per soft-air e, soprattutto, l’agenda con indicati gli obiettivi già colpiti e quelli da visitare. A quel punto i tre sono stati portati in questura, sono state fatte venire le famiglie e, grazie anche ai riscontri forniti dalla Scientifica, sono stati messi di fronte alle loro responsabilità. Alla fine tutti, tra lo sgomento e l’incredulità dei genitori, hanno confessato, facendo il nome anche del quarto complice, assente la sera dell’ultima bravata.La questura volutamente non ha voluto fornire indicazioni sull’identità dei quattro vandali. Si sa che sono tutti pratesi, del 1994 e del 1995, e che vanno ancora a scuola. Ora dovranno affrontare il processo per le loro bravate, ma soprattutto toccherà ai genitori capire cosa non ha funzionato e fare il possibile per recuperarli ad una vita normale.

Claudio Vannacci

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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