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Tre anni dalla morte di Luana D’Orazio, Giani: “Un dolore ancora forte”


La madre della giovane, Emma Marrazzo, a Roma per chiedere al Senato l'introduzione del reato di omicidio sul lavoro


Samuela Pagliara


A tre anni dalla morte della giovane operaia Luana D’Orazio, avvenuto il 3 maggio 2021 a Montemurlo, la ferita è ancora aperta. Quella mattina Luana, 22 anni, è rimasta agganciata all’orditoio tessile manomesso al quale stava lavorando, finendone risucchiata senza fare più ritorno a casa. Da quel momento tutto è cambiato. Luana è diventata il simbolo delle morti bianche, l’eco di centinaia di famiglie che ogni anno piangono i propri cari. Il processo, concluso con il patteggiamento per omicidio colposo da parte dei due titolari della ditta nella quale lavorava – senza le adeguate misure anti infortunistiche – la giovane, non restituisce giustizia alla famiglia. La giudice per le udienze preliminari ha condannato a due anni Luana Coppini, titolare dell’azienda e un anno e sei mesi al marito Daniele Faggi, entrambi per omicidio colposo escludendo però il dolo. Per i titolari, che hanno ripreso la propria attività dopo appena due giorni dalla morte della giovane, anche una multa di 10.300 euro. Cautele infortunistiche rimosse, barriere di sicurezza che avrebbero impedito l’infortuno e per questo Emma Marrazzo, la mamma di Luana che da quel giorno non ha mai smesso di chiedere giustizia per la figlia, di recente è stata a Roma per presentare al Senato la proposta di legge per l’introduzione del reato di “omicidio sul lavoro” di cui è prima firmataria. Proposta che ha trovato la partecipazione del senatore cinque stelle Pirondini. Una battaglia importante per cambiare le leggi, aumentare le pene e interrompere l’elenco infinito di morti bianche. Tanti i messaggi arrivati a sostegno della famiglia della giovane in questo triste anniversario. Il presidente della Regione Eugenio Giani, in un post su Facebook: “Tre anni da quel tragico 3 maggio dove perse la vita Luana D’Orazio, un dolore ancora oggi molto forte per tutta la Toscana”. La mamma Emma ha voluto ricordare la figlia lanciando un altro appello: “A distanza di tre anni non cambia niente, il dolore è lo stesso e questo anche per colpa delle istituzioni, devono cambiare. Mia figlia lavorava in pericolo ogni giorno, ha rischiato la vita per due anni in quelle condizioni”.

Samuela Pagliara

Edizioni locali: Montemurlo | Prato

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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