Aveva 39 anni l’ultima vittima del lavoro. L’uomo, di nazionalità egiziana, operaio in un cantiere sulla A1, è precipitato da un’altezza di circa quindici metri mentre si trovava su un ponteggio. E’ successo nel tardo pomeriggio di ieri, mercoledì 19 agosto, sul viadotto Goccioloni, nel comune di Calenzano. La procura di Prato, competente per territorio, ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo. Il trentanovenne era alle dipendenze di un’azienda che sta lavorando in subappalto, per conto di Autostrade per l’Italia, al consolidamento e ammodernamento dei piloni del viadotto. La caduta non ha lasciato scampo all’uomo: I soccorritori, dopo i tentativi di rianimazione, non hanno potuto fare altro che constatare il decesso: troppo gravi le ferite riportate nel terribile impatto al suolo.
L’inchiesta dovrà fare luce sulla dinamica, accertare le cause e verificare il rispetto delle norme antinfortunistiche. I piloni del cantiere sono stati posti sotto sequestro per tutti i rilievi necessari.
Nello stesso tratto di autostrada, un altro infortunio mortale sul lavoro si era già verificato nell’autunno del 2008 quando persero la vita tre operai che precipitarono mentre si trovavano su una base posta ad un’altezza di quaranta metri, impegnati con la squadra di colleghi nella realizzazione della variante di valico.
Fillea Cgil Firenze e Filca Cisl Toscana hanno espresso sgomento per questo nuovo incidente sul lavoro che segue di pochi giorni quello avvenuto alla Capp Plast di Campi Bisenzio dove a perdere la vita è stato un operaio di 61 anni, originario dello Sri Lanka. I sindacati tornano a ribadire la necessità di controllare la filiera dei subappalti e mettere la sicurezza dei lavoratori al primo posto. Fillea Cgil, Filca Cisl e FenealUil della provincia di Firenze hanno proclamato per domani uno sciopero provinciale dell’intero settore edile, che interesserà l’ultima ora di ogni turno di lavoro per chiedere più prevenzione e formazione, il rigoroso rispetto delle norme sulla sicurezza, maggiori controlli nei cantieri e un contrasto deciso al lavoro irregolare e al dumping contrattuale, insieme a maggiori tutele per le famiglie delle vittime
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