Ferma condanna degli avvocati pratesi per le offese e le minacce ricevute dai colleghi impegnati nella difesa dei due aggressori per i fatti avvenuti in piazza Mercatale la notte del 12 maggio, quando un giovane cameriere è stato ridotto in fin di vita al culmine di un tentativo di rapina ai danni dei suoi titolari. “I gravi fatti accaduti nella nostra città – si legge in un documento del Consiglio dell’Ordine degli avvocati – hanno costituito, ancora una volta, l’occasione di un inaccettabile attacco al diritto e alla funzione difensiva che rende indispensabile una ferma presa di posizione contro le offese e le minacce riversate sugli avvocati ‘colpevoli’ di aver svolto il ruolo loro assegnato dalle norme del nostro ordinamento”.
Gli avvocati che assistono i due indagati – un quindicenne italiano e un 26enne honduregno accusati di concorso in tentato omicidio – sono stati oggetto di una vera e propria rivolta sui social. “E’ doveroso ricordare – si legge nel documento – quale sia il ruolo del difensore come tratteggiato dalla nostra Carta costituzionale che, all’articolo 24, qualifica il diritto di difesa come inviolabile in ogni stato e grado del procedimento, assicurando che tutti, a prescindere dalle gravi accuse e dall’emotività del momento, abbiano accesso ad un processo equo e ad un’assistenza legale adeguata. Il compito dell’avvocato – si sottolinea – non è quello di difendere i crimini, bensì di difendere i diritti riconosciuti all’imputato, di difendere la legalità, di difendere il processo a tutela, sicuramente, di chi incontra la giustizia ma anche e prima ancora a tutela di ciascuno di noi e della credibilità delle istituzioni. Attaccare la difesa e il ruolo svolto dagli avvocati nel processo significa non solo mettere in pericolo il singolo difensore fatto oggetto di ingiurie e minacce, ma anche minare l’intero sistema giudiziario, trasformandolo in uno strumento arbitrario, inquisitorio e sommario”.
Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Prato respinge, dunque, ogni attacco alla funzione e al ruolo del difensore: “Solidarietà a tutti i colleghi fatti oggetti di odio, attacchi e aggressioni a causa dello svolgimento della loro funzione”.
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