“Io e mia moglie abbiamo ricevuto la telefonata di un uomo che si è presentato come maresciallo dei carabinieri e ci ha informato che nostro figlio era rimasto coinvolto in un incidente nel quale una ragazzina di 12 anni era rimasta gravemente ferita. Siamo rimasti scioccati e solo dopo, a mente lucida, abbiamo realizzazione che era solo una truffa”.
A raccontare i minuti di totale sconvolgimento emotivo è Roberto Rampellini, lettore di Notizie di Prato. E’ successo intorno alle 13.30 di oggi, martedì 16 settembre. L’uomo, che abita nella zona di via Ciliani, ha deciso di rendere pubblica la vicenda per evitare che qualcuno possa cadere nel tranello e subire conseguenze.
“Sembrava tutto verosimile – dice – tanto che al telefono abbiamo anche sentito una voce che si lamentava mentre il maresciallo ci chiedeva di andare ad incontrarlo alla stazione centrale di Prato per sistemare la faccenda. Siamo rimasti scioccati, mia moglie ha iniziato a piangere e ad urlare e io mi sono precipitato fuori casa in fretta e furia. Solo dopo aver percorso qualche decina di metri ho realizzato che qualcosa non tornava: perché la stazione e non il comando dei carabinieri dal momento che mio figlio lavora a Montecatini? L’ho chiamato, mi ha rassicurato sulle sue condizioni e sono tornato indietro. Poi – continua Roberto Rampellini – una seconda telefonata per sollecitare l’incontro alla presenza non soltanto mia ma anche di mia moglie. Ho risposto che stavamo uscendo tutti e due ma per andare dai carabinieri, quelli veri, e li la telefonata si è interrotta e nessuno più ha chiamato. Dal momento che non mi sono stati chiesti soldi, penso che l’obiettivo fosse farci uscire, farci allontanare un bel po’ per mettere a segno un furto nella nostra abitazione”.
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