Violenza sessuale: questa l’accusa per la quale a breve comincerà il processo con rito immediato a carico di un imprenditore italiano di 60 anni, titolare di un laboratorio di riparazione di macchine per caffè, arrestato dai carabinieri alla fine dello scorso anno dopo la denuncia di una sua dipendente, 24enne. La donna raccontò che il 15 dicembre il titolare, per il quale lavorava da pochissimi giorni, le chiese di prolungare l’orario di lavoro e le offrì una minestra; consumato il pasto – secondo quanto riferito – perse conoscenza e si risvegliò qualche ora dopo all’interno di un camper, con addosso abiti diversi. Fu all’ospedale, dove si recò sospettando l’abuso, che i medici riscontrarono nell’organismo tracce di benzodiazepine. Non furono gli accertamenti sanitari a riscontrare i segni della violenza sessuale ripresa però dalle telecamere installate sul posto di lavoro. Il giudice delle indagini preliminari, su richiesta della procura, ha disposto il processo con rito immediato in quanto l’imputato è ancora rinchiuso in carcere. L’accusa sostiene che l’imprenditore stordì la giovane portandola ad uno stato di incoscienza, per poi violentarla e lasciarla nel camper.
Il sessantenne è una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine: nel 2007 sequestrò una donna che si era presentata ad un colloquio di lavoro come segretaria. La donna raccontò che, dopo essere salita sull’auto dell’uomo, fu portata nella zona di Empoli, in un luogo appartato dove le fu stretta una cravatta intorno al collo fino ad indurre lo svenimento per portare a termine la violenza sessuale. La vittima si risvegliò a Fucecchio e chiese aiuto. L’uomo fu arrestato dopo qualche giorno e condannato.
E’ dello scorso novembre, poche settimane prima della denuncia della 24enne, un annuncio, riconducibile all’imprenditore, pubblicato su un sito di ricerca lavoro: “Cercasi addetta pulizie laboratorio di macchine per caffè”.
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