Per dieci anni avrebbe scaricato materiale pedopornografico sul computer dell’ufficio aggirando le limitazioni con un apposito browser. E’ l’accusa con la quale il giudice delle udienze preliminari del tribunale di Firenze (il reato di pedopornografia è di competenza della Dda) ha rinviato a giudizio un agente della polizia locale di Carmignano, attualmente sospeso dal servizio in via cautelare.
Il processo si aprirà a marzo.
Lo scandalo scoppia a ottobre 2024 quando vengono scoperti i file sul computer in uso esclusivo all’imputato. Un archivio di una decina d’anni che non lascia scelta al Comune che sospendere il suo dipendente. Parte l’inchiesta che fa tutto il suo iter fino ad approdare all’udienza preliminare a maggio 2025. In quella occasione l’agente di polizia locale, difeso dall’avvocato Nicola Badiani, chiede di essere ammesso alla ‘messa alla prova’. Una richiesta che trova l’opposizione dell’avvocato Massimiliano Tesi, incaricato dal Comune di Carmignano di seguire la vicenda. Tra i motivi del diniego anche il mancato risarcimento all’ente che non voleva soldi ma chiedeva le dimissioni.
Sia il pubblico ministero che il giudice accolgono le ragioni dell’opposizione e si arriva oggi, martedì 27 gennaio, al rinvio a giudizio.
Nel mezzo anche una sentenza del giudice del lavoro a cui l’agente di polizia locale ha chiesto, senza successo, di essere reintegrato in servizio.
Per il Comune di Carmignano il provvedimento di sospensione cautelare rappresenta un peso economico: è previsto infatti il riconoscimento di metà stipendio fino a quando la sentenza, qualunque essa sia, non diventerà definitiva. Roba – è facile prevedere – di anni.
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