Sono tre le ditte, tutte a conduzione cinese, che hanno riportato danni in seguito al devastante incendio divampato nel primo pomeriggio di ieri, 1 settembre, in un capannone di via San Leonardo da Porto Maurizio al Macrolotto Due. Oltre alla Vic Bee, il cui magazzino deposito è andato quasi completamente distrutto, il fuoco ha provocato danni anche al maglificio Mao Xin e alla ditta M&C. All’interno del maglificio Mao Xin, inoltre, sono state trovate tre stanze al primo piano e una al piano terra destinate a dormitorio, con più letti anche a castello. Per questo motivo la procura di Prato procede sia per il reato di incendio doloso sia per quello di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. È stato disposto il sequestro della porzione interessata dall’incendio.
Ultimata l’attività di spegnimento già nella giornata di ieri sono partite le indagini per accertare le cause che hanno innescato l’incendio. Il procuratore Luca Tescaroli ha disposto un sopralluogo affidato al reparto tecnico dei carabinieri e all’ufficio di polizia giudiziaria del comando dei vigili del fuoco di Prato.



“Sembra davvero di essere tornati indietro ai tempi del Teresa Moda – dice Juri Meneghetti, segretario generale Filctem Cgil Prato Pistoia -. Stiamo tornado indietro realmente, alle stesse situazioni e condizioni? E’ inaccettabile. Stavolta, per fortuna, non ci sono vittime ma le condizioni di illegalità nel distretto continuano a proliferare. I controlli sulle condizioni di salute e sicurezza devono proseguire. Chissà cosa potrebbe succedere se si abbassasse la guardia – continua Meneghetti -; come diciamo da anni, devono essere messi in campo più strumenti di controllo, anche sugli altri aspetti lavorativi su cui illegalità e sfruttamento si basano. Rinnoviamo quindi l’appello alle Istituzioni affinché venga data concreta attuazione al protocollo Laboratorio Legalità Prato, uno strumento strategico per affrontare in modo strutturale la situazione di abusi e illeciti nel distretto”.
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