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Rissa tra detenuti alla Dogaia: grave un 28enne accoltellato con una lama rudimentale. Il Sappe: “Situazione esplosiva”


Ieri sera l'ennesimo episodio di violenza nella sezione di Media Sicurezza. Il ferito è stato portato in codice rosso a Careggi per una sospetta lesione al polmone. Il sindacato chiede l'intervento immediato del Dap con provvedimenti non più rinviabili


Claudio Vannacci


Il carcere della Dogaia resta una polveriera. A meno di due settimane dall’omicidio di un detenuto, ucciso il 5 agosto dai compagni di cella, un’altra tragedia è stata sfiorata ieri sera, 16 agosto, quando una violenta rissa scoppiata, poco prima delle 20 nel reparto di Media Sicurezza, tra detenuti di nazionalità magrebina si è chiusa con l’accoltellamento di uno dei partecipanti, un 28enne colpito con una lama rudimentale. Il detenuto ferito, con una sospetta lesione al polmone, è stato trasportato d’urgenza in codice rosso al pronto soccorso di Careggi, visto che quello di Prato era stato chiuso a causa della tentata evasione di un altro maghrebino, la cui fuga è stata bloccata dal colpo di pistola esploso da un agente della polizia penitenziaria. La prognosi è di venti giorni.
A dare notizia dell’accoltellamento è Francesco Oliviero, segretario nazionale del sindacato Sappe per la Toscana: “Quanto accaduto ieri a Prato – dice – è l’ennesimo campanello d’allarme di un sistema penitenziario toscano che sta mostrando ormai evidenti segnali di collasso. Il sovraffollamento ha raggiunto livelli che incidono direttamente sulle condizioni di sicurezza, mentre il personale di polizia penitenziaria continua a operare con organici assolutamente insufficienti. Dopo la chiusura di alcune sezioni del carcere Sollicciano, l’arrivo a Prato di numerosi detenuti, anche con profili di particolare problematicità, ha ulteriormente aggravato una situazione già estremamente delicata”.
La procura ha aperto un’inchiesta, l’ennesima sulle violenze all’interno del carcere della Dogaia.
“I colleghi in servizio ieri si sono trovati a gestire una situazione esplosiva con un organico inadeguato rispetto alle reali esigenze dell’istituto – prosegue Oliviero -. Non si può pretendere di garantire ordine, sicurezza e trattamento penitenziario quando le piante organiche sono ferme a numeri ormai superati e la popolazione detenuta continua ad aumentare, anche sotto il profilo della conflittualità e della pericolosità”.
Il Sappe Toscana torna quindi a chiedere un intervento immediato da parte del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, con provvedimenti concreti e non più rinviabili. Il sindacato chiede lo sfollamento immediato, anche fuori regione, dei detenuti violenti e ad alta conflittualità attualmente ristretti nell’istituto pratese, così da riportare le condizioni di sicurezza entro livelli accettabili, e una ricognizione straordinaria degli organici della polizia penitenziaria in tutti gli istituti della Toscana, finalizzata all’aggiornamento delle piante organiche sulla base della reale situazione degli istituti, del numero dei detenuti presenti e dei relativi livelli di problematicità.

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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