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Rabbia in viale Borgovalsugana dopo l’ultimo grave incidente: “Quello spartitraffico è una trappola”


Ieri sera un giovane di 25 anni è rimasto ferito in maniera gravissima dopo averlo urtato con lo scooter ma i residenti accusano: "Ogni notte c'è un incidente, non aspettiamo il morto per intervenire". L'assessore alla Mobilità: "Gli uffici dicono che è tutto a norma ma gli incidenti sono troppi e chiederò di nuovo di verificare la possibilità di aumentare la visibilità dello spartitraffico"


Redazione


"Cosi com'è quello spartitraffico è pericoloso e non lo diciamo noi che ci abitiamo proprio davanti, lo dice il numero degli incidenti. Il Comune lo sa bene, non c'è bisogno di ripetere ogni volta lo stesso ritornello. Ma si sa, se non ci scappa il morto non si interviene". 
Il giorno dopo l'ultimo, ennesimo e gravissimo incidente stradale in via Borgo Valsugana avvenuto nella tarda serata di lunedì 12 giugno con un venticinquenne ricoverato in gravissime condizioni (LEGGI), lo spartitraffico all'altezza del civico 94 torna sotto accusa perché non adeguatamente segnalato e non adeguatamente illuminato. 
Quello spartitraffico che nelle intenzioni doveva limitare la velocità e dunque rendere più sicura la strada, si è rivelato l'esatto opposto. "Vi ricordate come veniva chiamato questo tratto? – commentano i commercianti – il chilometro lanciato, già questo basta e avanza per capire dove ci troviamo. Il principio dello spartitraffico è giusto e non si discute, ma ci vuole la giusta segnaletica, ci vogliono lampioni potenti che lo illuminino. Il pericolo non è solo per auto, bici e scooter, ma anche per i pedoni perché attraversare qui è un terno al lotto. È una strada troppo trafficata di giorno e troppo poco illuminata di notte per non intervenire". 
Gli incidenti sono frequenti: chi finisce contro i paletti della segnaletica posti ai margini e li abbatte, chi ci passa sopra e prende letteralmente il volo specie se viaggia su due ruote, chi cerca di scansare l'ostacolo all'ultimo e non ha abbastanza spazio per evitare il marciapiede. "È un miracolo se fino a ora non ci sono stati incidenti mortali – dicono i residenti – tutte le sere assistiamo a incidenti e a incidenti mancati per un soffio. Quando abbiamo provato a dirlo al Comune ci siamo sentiti rispondere di pensare alle nostre competenze". È così pericoloso quel tratto di strada che i cittadini hanno cercato di arrangiarsi per conto proprio installando addirittura un punto luce su un palo puntato proprio sullo spartitraffico: " Per un po' ha funzionato ma poi le fronde degli alberi sono cresciute e non fanno più filtrare l'illuminazione". 
Le lamentele si sprecano: "Passiamo le giornate a contare le frenate, i botti e spesso a chiamare i soccorsi per gli incidenti – dicono ancora i cittadini – questa sarebbe la sicurezza tanto decantata dai nostri amministratori? Ci sta bene sentirci dire che si deve moderare la velocità, vero ma non può e non deve essere un alibi visto che per fare un incidente qui è sufficiente viaggiare anche a velocità basse perché per  impattare su questo spartitraffico basta davvero poco". La palla passa al Comune. "Ci sono fior fiore di esperti, tecnici, assessori: vengano a dirci se tutti questi incidenti sono solo frutto del fato, dell'imperizia, della velocità o se invece c'è qualcosa di sbagliato o anche solo di migliorabile". 
La risposta del Comune non si è fatta attendere. L'assessore alla Mobilità Filippo Alessi annuncia che chiederà di nuovo di verificare la possibilità di segnalare meglio lo spartitraffico. “Gli uffici, che hanno competenza tecnica e responsabilità civile e penale, mi dicono che quella infrastruttura è a norma ma io non posso ignorare che in quel tratto si verificano incidenti continui – il commento di Alessi – si tratta di capire se si può intervenire per aumentare la visibilità dello spartitraffico. Il nostro compito è quello di garantire la sicurezza ai cittadini anche di fronte a comportamenti non corretti. E' probabile che molti incidenti dipendano dalla velocità sostenuta, ma ugualmente dobbiamo capire se è possibile fare qualcosa per ridurre il rischio”. 
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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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