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Pronto soccorso, vertice in Prefettura dopo l’allarme per i troppi episodi di violenza. La Uil: “Lasciati da soli in balia dei violenti”


Sindacati sul piede di guerra dopo le scene da saloon di sabato sera. FdI annuncia una visita al pronto soccorso per incontrare il personale sanitario


Nadia Tarantino


Vertice in prefettura per affrontare nuovamente il tema ‘sicurezza’ all’ospedale Santo Stefano e in particolare al pronto soccorso. A venticinque giorni di distanza dalla precedente convocazione, il Nursind (sindacato delle professioni infermieristiche), insieme alle altre sigle sindacali, è stato chiamato dal prefetto per un altro incontro. L’appuntamento è alle 10 di domani, martedì 24 settembre. Ieri mattina, dopo l’ennesimo far west (leggi), il segretario territoriale del Nursind, Roberto Cesario, ha prima sferrato un attacco frontale al prefetto dicendo che “nulla di quanto promesso a fine agosto è stato fatto”, e poi ha inviato una comunicato al ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, per ribadire che il presidio ospedaliero di “una città evidentemente pericolosa com’è Prato” non può stare senza un posto fisso di polizia aperto giorno e notte”. Parole taglienti che, a quanto pare, hanno sortito effetto e così domani le parti siederanno ancora attorno al tavolo e affronteranno i problemi (oggi il prefetto, cercato al telefono da Notizie di Prato, non ha rilasciato dichiarazioni).
Medici e infermieri sotto attacco, tutti i giorni. I fatti di sabato sera sono soltanto un capitolo in più che si aggiunge ad una lunga sfilza di violenze, danneggiamenti, minacce, aggressioni, botte. “Una volta c’erano le celle di sicurezza dove gli esagitati venivano tenuti qualche ora a smaltire alcol, droga e rabbia, ora tutti vengono portati al pronto soccorso e va bene se la problematica è di tipo sanitario, ma il soggetto non può essere affidato alle cure di medici e infermieri senza nessuno che lo tenga sotto controllo”: sbottano i sanitari. La Uil Fpl aggiunge: “Attualmente ci sono due poliziotti in borghese il cui ufficio è stato ricavato nella zona del poliambulatorio – dicono Gaetano Militello e Alfredo Mazzarella – praticamente dall’altra parte del pronto soccorso. Gli agenti dovrebbero essere in divisa e stare nel punto più critico, quindi dentro o appena fuori il pronto soccorso, in modo da essere un deterrente, in modo da poter intervenire subito in difesa dei colleghi e anche dei vigilanti che fanno tutto quello che possono e che spesso diventano le prime vittime degli esagitati”. I due poliziotti sono in servizio dalle 8 alle 20 e si occupano principalmente di gestire le denunce. Militello e Mazzarella puntano all’azienda: “La Asl prenda provvedimenti, adotti misure di sicurezza, tuteli i suoi dipendenti”.
E intanto si aspetta l’esito del vertice in prefettura. Il Nursind, stavolta, vorrà vedere i fatti. Magari saranno riproposti i provvedimenti di fine agosto che, al sindacato fresco dell’annuncio dello stato di agitazione, erano sembrati una risposta accettabile, sufficiente, ricevibile tanto da sospendere ogni forma di protesta. Le contromisure messe sul tavolo a fine agosto consistevano in un numero di telefono delle forze dell’ordine riservato al personale sanitario per un contatto diretto e immediato con le centrali operative, e in un controllo continuativo di polizia, carabinieri e guardia di finanza intorno al presidio ospedaliero. “Nessuna delle promesse è diventata realtà in queste settimane, nulla è stato fatto nonostante le rassicurazioni”, ha scritto ieri il segretario Cesario che ha fatto cenno anche ai suoi colleghi che si sono ritrovati in mezzo alle scene di violenza e ne sono usciti “scossi, provati e preoccupati”. Non solo: “Queste misure – dice il dirigente Nursind, Claudio De Nisi – non ci bastano e non ci interessano più dopo tutte queste settimane. Torniamo alla nostra richiesta originaria: il posto fisso di polizia 24 ore su 24. I colleghi devono essere messi in condizione di lavorare tranquillamente considerato che la loro attività è molto delicata e necessita di un clima sereno”.
Anche la politica interviene. “Da anni solleviamo il problema e abbiamo proposto di individuare i reparti maggiormente a rischio in cui dirottare subito più personale di vigilanza e investire maggiormente nella presenza delle forze dell’ordine – le parole di Diego Petrucci, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e componente della Commissione sanità. “Quello che è successo a Prato è gravissimo e ancora di più se si considera l’età della persona che ha seminato il panico: un ragazzino nordafricano di 15 anni probabilmente sotto l’effetto di sostanze stupefacenti – ancora Petrucci – tutto ciò deve farci riflettere sulle politiche di integrazione, del tutto fallimentari, portate avanti dalla sinistra in Toscana. Nei prossimi giorni incontrerò il personale del pronto soccorso di Prato a cui porterò la mia solidarietà e dal quale mi farò raccontare cosa è successo. Voglio fare chiarezza anche sul numero dedicato per i sanitari che non è stato attivato. Occorrono misure urgenti”. (nadia tarantino)

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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