Più buoni pasto rispetto a quelli assegnati e più ore di straordinario rispetto a quelle effettivamente svolte. Valore della ‘maggiorazione’ operata tra marzo 2023 e novembre 2025 circa 7.400 euro, già interamente restituita. Truffa e falsità materiale i reati per i quali David Bandini, viceispettore della polizia stradale in servizio a Prato all’epoca dei fatti, ha patteggiato un anno e 8 mesi di reclusione (pena sospesa). Difeso dall’avvocato Ugo Fanti, il viceispettore ha chiesto e ottenuto dal giudice delle indagini preliminari, Francesca del Vecchio, di mettere fine alla vicenda giudiziaria con una pena concordata che ha incontrato il consenso anche della procura.
Secondo la ricostruzione, i documenti relativi ai buoni pasto e agli straordinari venivano alterati dopo il visto della dirigente traendo così in inganno l’ufficio amministrativo contabile della questura di Prato che, dunque, riconosceva somme superiori a quelle reali. Complessivamente si parla da 4.200 euro lordi di straordinario e circa 3.200 euro netti di ticket buoni pasto. Denaro che, nell’ottica dell’accusa, ha rappresentato sia un vantaggio patrimoniale per il viceispettore che un danno per le casse pubbliche.
Il giudice ha riconosciuto le attenuanti generiche in virtù della piena collaborazione resa dal viceispettore nella fase delle indagini preliminari e del risarcimento del danno interamente corrisposto tramite un’unica soluzione.
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