Picchiato, accoltellato e lasciato in fin di vita nella notte di mercoledì 12 novembre. Ennesimo fatto di sangue a Prato. Teatro dell’aggressione un casolare abbandonato in via San Paolo, prima periferia della città. La vittima è un uomo tunisino di 43 anni, soccorso intorno alle 3 da un’ambulanza della Croce d’Oro e trasferito in condizioni gravissime all’ospedale Santo Stefano dove è ricoverato in prognosi riservata. Sull’episodio sono in corso le indagini dei carabinieri. Dalle prime informazioni, l’uomo sarebbe stato prima picchiato e poi accoltellato. Ferite da taglio sono state riscontrate sugli arti inferiori e lesioni da trauma in varie parti del corpo. Qualcosa di più si potrà sapere quando la vittima – che non è in pericolo di vita seppure versi in condizioni critiche – sarà in grado di rispondere alle domande degli inquirenti che di lui sanno poco se non che ha una famiglia che vive a Prato e che ha piccoli precedenti penali. Dal regolamento di conti ad una lite finita male, nessuna pista viene esclusa dagli investigatori. La procura ha aperto un fascicolo.
Il casolare in cui si è verificata l’aggressione è lo stesso nel quale il 9 maggio 2023 fu ritrovato il cadavere in avanzato stato di decomposizione di un 36enne, Said Jaador, anche lui nordafricano, per il cui omicidio è stato condannato con il rito abbreviato a 14 anni di reclusione un connazionale, suo coinquilino in un appartamento di fortuna nella zona. Un omicidio, secondo la sentenza di primo grado, originato da questioni economiche.
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