Non ha accettato la fine della relazione, non ha voluto saperne di voltare pagina al punto di trasformare la ex in vittima di stalking. L’uomo, pratese di 49 anni con moglie e figli, libero professionista, difeso dall’avvocato Stefano Belli, è stato condannato a un anno e 4 mesi per atti persecutori e per aver violato il divieto di avvicinamento disposto dal tribunale dopo la denuncia della ex, 52 anni, anche lei pratese. La vicenda risale al 2022; è allora che le insistenze e gli atteggiamenti violenti del professionista superano il limite convincendo la donna a denunciare. Assistita dall’avvocato Ivan Esposito, la vittima ha raccontato il suo incubo: pedinamenti, controllo, violenze verbali e telefonate a tutte le ore. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, migliaia le telefonate ricevute dalla donna. Era stata lei a decidere di porre fine alla relazione con l’uomo che ha fatto di tutto per farle cambiare idea riuscendo, in un primo momento, a riallacciare i contatti. Non aveva cambiato idea l’amante ma aveva adottato un comportamento più accondiscendente nella speranza che la situazione rientrasse. Cosa che non è successa. Anzi, l’uomo ha insistito violando più volte il divieto di avvicinamento e finendo, per questo, ai domiciliari, misura poi annullata dal tribunale del Riesame che la ritenne infondata, oltre che esagerata. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a un anno e 9 mesi, poco più alta di quella pronunciata dal giudice martedì 7 luglio. Il tribunale ha assolto l’imputato da alcune delle violazioni del divieto di avvicinamento e ha disposto il pagamento di una provvisionale di duemila euro alla donna costituita parte civile.
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