Due tonnellate tra alimenti da cucinare e già pronti sono state sequestrate dalla guardia di finanza di Prato in cinque ristoranti della provincia la cui attività è stata sospesa. Durante i controlli, sono stati anche identificati 50 lavoratori irregolari, senza contratto e alcuni senza permesso di soggiorno. E’ il risultato dell’ultima puntata di ‘Fast food’, l’operazione di contrasto a illegalità e violazioni amministrative nel settore della ristorazione il cui obiettivo è la tutela della salute pubblica.
Le ultime ispezioni si sono concentrate sulla verifica della tracciabilità degli alimenti e sulle filiere di approvvigionamento.
Nel mirino sono finiti i ristoranti che, più di altri, hanno profili di rischio per quanto riguarda la conservazione e la preparazione dei prodotti. Nei cinque locali passati ai raggi x dai finanzieri, sono emerse rilevanti situazioni di rischio batteriologico. Le ispezioni hanno constatato evidenti carenze igienico-sanitarie per quanto riguarda la pulizia delle cucine, le procedure di profilassi, le modalità di preparazione e conservazione dei cibi, lo smaltimento dei rifiuti organici e la disponibilità di attrezzature.
Insieme alla guardia di finanza hanno operato gli ispettori del Dipartimento di prevenzione della Asl di Prato.
Il bilancio parla di oltre due tonnellate di alimenti non rispondenti ai requisiti minimi di sicurezza e perciò sequestrati e di 50 lavoratori impiegati senza titoli sanitari oltre che senza contratto.
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