Fu travolto dalle forche del carrello guidato da un collega, riportando ferite gravissime che lo tennero lontano dal lavoro per più di sei mesi. Un infortunio gravissimo quello avvenuto l’11 aprile 2019 nell’azienda di logistica Alha, nel complesso dell’Interporto; vittima un operaio senegalese di 49 anni. A distanza di sette anni dal fatto, il tribunale di Prato ha riconosciuto l’estraneità del titolare della società di logistica, difeso dall’avvocato Federico Febbo. L’imprenditore, 63 anni, è stato assolto dall’accusa di lesioni personali colpose. Un’accusa mossa anche nei confronti del titolare della società appaltatrice (datore di lavoro diretto dell’operaio) che però è deceduto nel frattempo.
La procura mandò a giudizio gli imputati sostenendo la violazione delle norme antinfortunistiche: omessa valutazione dei rischi relativi alla movimentazione delle merci e alle operazioni di carico e scarico, omessa collaborazione finalizzata all’attuazione di misure di prevenzione e protezione, non adeguata presenza di segnaletica, omessa organizzazione di percorsi separati di circolazione e transito dei diversi mezzi impiegati (carrelli elevatori frontali con conducente a bordo, transpallet con conducente su pedana).
Le contestazioni sono state smontante dall’avvocato Febbo che ha illustrato come Alha abbia rispettato le prescrizioni relative alla prevenzione e alla sicurezza sui luoghi di lavoro, con mezzi provvisti di sensori di presenza per evitare interferenze e avvisatori acustici per segnalare la presenza di pedoni. Anche la Asl, intervenuta per il sopralluogo in seguito all’infortunio, rilevò l’adozione delle misure utili a prevenire infortuni e incidenti.
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