Perché spendere tempo e denaro (pubblico) per celebrare per intero un processo con il rito ordinario quando si sa già che l’imputato sarà assolto per vizio completo di mente? E’ questo – tradotto in termini poco giuridici ma comprensibili a tutti – il succo dell’eccezione di costituzionalità che stamani 13 aprile l’avvocato Roberta Roviello ha sollevato davanti alla Corte d’Assise di Firenze in apertura del processo a David Morganti, il 24enne sordomuto e con problemi psichici arrestato per l’omicidio della madre Anna Viliani avvenuto nel febbraio del 2025 a Montepiano. Da allora il giovane è rinchiuso in una Rems e, nel frattempo, la perizia psichiatrica a cui è stato sottoposto ha sancito la sua totale incapacità di intendere e di volere pur con la pericolosità sociale che implica il ricovero nella struttura protetta.
Il motivo dell’eccezione di costituzionalità è motivato dal fatto che, secondo le norme attuali, non è possibile chiedere il giudizio abbreviato in un processo in cui la pena massima è potenzialmente l’ergastolo. Pena che, come detto, in questo caso non sarà mai comminata. La richiesta dell’avvocato Roviello punta quindi ad ottenere la possibilità di celebrare il processo con il rito abbreviato, in modo da risolvere il tutto con una o massimo due udienze. Altrimenti, con il rito ordinario, i tempi sarebbero molto più lunghi con il conseguente dispendio di risorse.
La Corte si è riservata e a giugno deciderà se inoltrare o meno alla Corte Costituzionale l’eccezione in modo che venga presa in esame.
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