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Omicidio Cini, il cognato respinge ogni accusa: “Non sono stato io”


L'uomo è rinchiuso nel carcere di Pistoia. Lunedì si terrà l'interrogatorio di garanzia. Parla il suo avvocato: "Movente inverosimile"


Redazione


E' fissato per lunedì prossimo l'interrogatorio di garanzia e per la convalida del fermo di Daniele Maiorino, l'uomo fermato dalla procura di Pistoia, per l'omicidio del cognato Alessio Cini, davanti alla casa dove abitavano entrambi, alla Ferruccia di Agliana.
Il 58enne, originario di Prato come la vittima, è rinchiuso nel carcere di Pistoia da ieri mattina quando la Procura ha emesso un decreto di fermo per omicidio volontario aggravato dalla crudeltà al termine di una notte di interrogatorio. Maiorino, marito della sorella della ex moglie di Cini, avrebbe agito per questioni di eredità confidando nell'affidamento della nipote quattordicenne con la morte del padre. Un movente definito “inverosimile" dal suo legale, l'avvocato Katia Dottore Giachino che aggiunge: "il mio assistito ha respinto l'accusa di aver assassinato il cognato". "Le telecamere riprendono Cini che prende fuoco ma non si vede alcuna persona che si avvicina alla vittima".
L'indagato ha negato anche il monologo captato dalle 'cimici' in auto. "Non dice 'L'ho ucciso' – aggiunge l'avvocato Giachino – ma l'esatto contrario 'L'hanno ucciso'". "Abbiamo sentito gli audio forniti dalla procura e le parole, a causa dei rumori di fondo, non sono chiare”. Sul fatto che i carabinieri abbiano sequestrato anche gli abiti dei residenti nei tre appartamenti del casolare, oltre ad alcuni bastoni e a una tanica di benzina, "le indagini tecniche vanno ancora avanti – ha detto ancora il legale – ma occorrerà attendere gli esiti degli esami tecnici per sapere qualcosa di più".
Stamani Maiorino ha incontrato nel carcere di Pistoia il suo avvocato Katia Dottore Giachino, al quale ha spiegato che vuole parlare in occasione dell'udienza di convalida, fissata per lunedì davanti al gip Patrizia Martucci. "L'ho trovato più sereno – spiega l'avvocato -, lunedì ci sarà l'udienza e ha detto che vorrà nuovamente parlare. Io gli ho rappresentato la possibilità di avvalersi della facoltà di non rispondere, ma lui ha affermato che vuole parlare, perché mi ha detto 'io sono innocente e qui non hanno capito che hanno sbagliato mira'".
Oltre al soliloquio in auto, a inchiodare Maiorino ci sono le immagini delle telecamere di sicurezza installate nella zona. Quella mattina sarebbe uscito di casa molto presto per andare a fare rifornimento al distributore Q8, dove avrebbe riempito una tanica di benzina. Inoltre non sono stati rilevati veicoli e persone sospette e consentono di collocare l'orario dell'omicidio pochi minuti prima delle 6 dell'8 gennaio: a dare indicazioni precise sono i bagliori delle fiamme.  Cini è stato colpito alle spalle con una spranga in testa, poi preso a calci e infine bruciato quando ancora respirava, come ha indicato l'autopsia. Il tutto quasi sull'ingresso di casa.

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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