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Omicidio al pronto soccorso, al vaglio i filmati delle telecamere. L’assassina era sotto cura con psicofarmaci


Redazione


All’indomani del tragico omicidio dell’ospedale, costato la vita al 72enne Mariso Mordini, restano ancora alcuni punti da chiarire. Non sulla dinamica del fatto, che nella sua drammaticità è chiarissima. Quanto, semmai, sulle motivazioni che hanno spinto ad uccidere Aida Halilovic, la 22enne di origine rom ma cittadina italiana, che dalla scorsa notte si trova rinchiusa in una cella con l’accusa di omicidio volontario aggravato dai futili motivi. Ed è proprio capire quali siano questi futili motivi che sta impegnando gli investigatori della Squadra mobile, diretti dal dirigente Francesco Narducci e coordinati dal pm Michela Guidi. Intanto stamani il magistrato ha disposto l’esame autoptico sul corpo della vittima. Sarà poi importante l’analisi di quanto ripreso dalle telecamere di sicurezza del pronto soccorso. La lite e l’accoltellamento, infatti, non hanno avuto testimoni diretti. Dall’interno dell’ospedale in tanti hanno sentito le grida del litigio, ma nessuno ha assistito a cosa realmente sia successo tra la giovane rom e il pensionato. Purtroppo non tutte le telecamere erano funzionanti, alcune infatti sono rotte e non ancora riparate. Alla Mobile, comunque, aspettano di visionare i nastri, sperando di capire qualcosa di più. Al momento l’ipotesi più probabile è che tutto sia nato da un litigio seguito alla richiesta di soldi da parte della giovane. Mordini potrebbe aver rifiutato la richiesta innestando così una catena di reazioni che ha poi portato all’accoltellamento. Nelle tasche di Aida i poliziotti hanno trovato un biglietto da 500 euro, non si sa ancora se vero o falso, e a quanto pare la donna aveva già chiesto ad altre persone di cambiarglielo. Potrebbe quindi aver ripetuto la stessa richiesta anche all’ex tessitore e aver reagito male al suo rifiuto.Quello che è certo è che Aida Halilovic negli ultimi tempi non stava bene. Assumeva di continuo psicofarmaci ed era convinta di essere in pericolo. Venerdì scorso si era fatta medicare alcune bruciature e alcune escoriazioni. Ai familiari aveva detto di essere stata picchiata e violentata da due giovani. E poco prima di uccidere Mordini, a quanto pare, aveva avuto un diverbio con un altra persona. Dunque un quadro clinico disturbato, che potrebbe spiegare il motivo per cui la giovane andava a giro con un grosso coltello da cucina nascosto tra gli abiti. Ma una circostanza, questa, che rende ancora più inquietante l’intera vicenda. Perché non solo Aida non doveva uscire di notte in quanto sottoposta all’obbligo di dimora per una condanna per furto e tentata estorsione, ma anche le sue condizioni psico-fisiche non erano certo quelle di una persona che può andare tranquillamente a giro con un coltello. Tanto più che non più tardi dell’11 settembre scorso era già stata controllata dalla polizia, chiamata dai sanitari del pronto soccorso dove la giovane aveva dato in escandescenza.Insomma, parlare di una tragedia annunciata non è certo fuoriluogo. Così come è comprensibile la preoccupazione dei dipendenti dell’ospedale: “Poteva capitare ad ognuno di noi” è il ritornello che da ieri si sente ripetere nelle corsie.
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Notizie di Prato

è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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