Sarà celebrato un solo processo per gli omicidi di Ana Maria Andrei e di Maria Denisa Paun, le due escort rumene di 27 e 30 anni uccise dal connazionale Vasile Frumuzache, guardia giurata di 32 anni, reo confesso, difeso dall’avvocato Diego Capano. Oggi, giovedì 15 gennaio, la Corte d’Assise di Firenze ha riunito i procedimenti delle procure di Pistoia e di Prato: la prima ha indagato sull’omicidio di Ana Maria commesso a Montecatini ad agosto 2024, la seconda sulla fine di Maria Denisa Paun, uccisa a maggio 2025 nel residence Ferrucci a Prato. La titolarità dell’accusa è stata assegnata a Prato per una questione tecnica: il numero di deposito del procedimento presso la Corte d’Assise è più vecchio rispetto all’altro. La decisione è stata trasmessa al procuratore generale che potrà, eventualmente, stabilire in altro modo ma appare un’ipotesi remota e, dunque, sarà il procuratore Luca Tescaroli a sostenere l’accusa contro Frumuzache.
Ana Maria Andrei e Maria Denisa Paun uccise dalla stessa mano a quasi un anno di distanza l’una dall’altra: entrambe escort, entrambe originarie della Romania. La scomparsa della prima donna fu denunciata dai familiari ma le sue ricerche non fecero clamore come quelle di Maria Denisa, cercata da forze dell’ordine e volontari dopo la denuncia della madre preoccupatissima per l’interruzione delle abituali, costanti, quotidiane telefonate.
Le indagini della procura di Prato portarono a inizio giugno a Vasile Frumuzache. L’uomo, residente con la moglie e i figli a Monsummano, confessò. Una confessione piena anche dopo il ritrovamento, nel box di casa, della macchina di un’altra escort, Ana Maria. Frumuzache portò gli investigatori sul luogo in cui i due cadaveri erano stati abbandonati: i boschi delle Panteraie, a Montecatini. Prima il ritrovamento di Maria Denisa, decapitata e data alle fiamme, poi quello di Ana Maria.
Perché le due donne sono state uccise? Vasile Frumuzache al giudice delle udienze preliminari del tribunale di Prato che lo scorso 26 novembre lo rinviò a giudizio, parlò solo di Maria Denisa Paun che – disse – lo ricattò chiedendo soldi per non rivelare alla moglie il loro incontro.
Prossima udienza a febbraio con la discussione delle questioni preliminari all’apertura del dibattimento. (nt)
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