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Nuova aggressione a Sudd Cobas che intanto denuncia: “Multe fino a 30mila euro per il presidio antifascista”


Stamani un sindacalista è stato picchiato mentre era in corso il picchetto davanti ad una fabbrica per chiedere il pagamento degli stipendi arretrati. Forte denuncia: "Ennesimo attacco vigliacco, non vogliamo più vivere in una città di sfruttamento e violenza". Affondo politico: "Chi dà per scontato di vincere le elezioni si è dimenticato quale è il problema qui"


Nadia Tarantino
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E’ successo di nuovo. Ancora violenza contro i Sudd Cobas che continuano a reclamare diritti per i lavoratori delle aziende del distretto. Nella mattina di oggi, giovedì 7 maggio, è stato assaltato il picchetto organizzato davanti alla stamperia Mix in via Galcianese a Prato per chiedere il pagamento degli stipendi arretrati. Aggredito il sindacalista Arturo Gambassi: “Da tre settimane chiediamo risposte al titolare e stamani – racconta – siamo venuti qui a manifestare. Invece di dialogare e di mettersi in pari con l’arretrato, il titolare ha reagito con calci e pugni contro di me. Un atto gravissimo che mina la libertà di sciopero e che non dà rispetto ai lavoratori che hanno famiglie da mantenere e affitti da pagare”. I lavoratori sono stati regolarizzati lo scorso anno dalla stamperia in seguito alla vertenza aperta dal sindacato autonomo. “Gli stipendi arrivano sempre in ritardo e l’ultimo che abbiamo ricevuto risale a febbraio – dice uno degli operai – non va bene così. Il sindacalista è venuto qui stamani per parlare ed è stato picchiato”.
Sul posto la polizia per riportare la calma ma anche per notificare a Sudd Cobas le multe per la manifestazione in piazza Europa che lo scorso 7 marzo ha impedito la presenza del comitato ‘Remigrazione’ il cui comizio, come stabilito dalla questura, doveva tenersi proprio in quella piazza.
“E’ una delle prime applicazioni del Decreto sicurezza varato dal Governo – il commento di Luca Toscano – multa fino a 30mila euro perché abbiamo orgogliosamente impedito ai fascisti di manifestare in questa città”. Non una multa ma quattro: due fino a 30mila euro a Toscana e a Sarah Caudiero, e altre due fino a 10mila euro ad altri due promotori dell’iniziativa. “Evidentemente si ritiene che i mali di questo Paese siano le manifestazioni – dice Toscano – non sappiamo a quanto ammontano esattamente le multe perché tutto è a discrezione del prefetto”. Di più: “Invito tutti a confrontare le multe che vengono fatte alle aziende che sfruttano con quelle che vengono notificate ai cittadini che manifestano. Non siamo spaventati dalle multe ma orgogliosi e non faremo un passo indietro”.
E Toscano parla, naturalmente anche dell’aggressione – l’ennesima – ai danni del sindacato: “Questa città farà nuovamente parlare di sé per questi attacchi schifosi e vigliacchi. Noi non vogliamo vivere in una città dove sfruttamento e violenza sono una costante”. Non manca l’affondo politico: “Siamo nel mezzo di una campagna elettorale in cui chi corre e dà per scontato di vincere – dice Toscano – si è dimenticato di quale è il problema qui. Non si parla di quello che da trenta anni succede dentro i capannoni e chi ha governato in questi trenta anni qualche responsabilità ce l’ha”. Non lo nomina mai, ma è chiaro il riferimento di Luca Toscano a Matteo Biffoni con cui Sudd Cobas, in passato, ha avuto forti contrasti. Infine: “C’è quello che succede dentro i capannoni e lo si può immaginare vedendo le reazioni violente di certi imprenditori – aggiunge Toscano – e c’è quello che succede fuori dove i lavoratori sono stati lasciati soli a combattere un sistema violento”.
LE REAZIONI – Sull’accaduto si registra l’intervento di Umberto Presutti Gallinella e di Elena Ganugi, candidati al Consiglio comunale per Fratelli d’Italia: “Quello che è successo stamani in via Galcianese è gravissimo. Chi sciopera e lavora ha il diritto di manifestare senza subire violenze, da chiunque arrivino. Per anni si è fatto finta di non vedere cosa stava succedendo in certi distretti: sfruttamento, illegalità, assenza di controllo. Queste sono le conseguenze delle politiche del Pd e dell’Unione Europea”.
Anche dal centrosinistra tante le reazioni al grave fatto. “Quello che è accaduto questa mattina davanti alla Stamperia Mix di Prato- hanno commentato Christian Di Sanzo, deputato e segretario reggente PD Prato, e Marco Furfaro, deputato e membro della segretaria nazionale PD-  è inaccettabile. Esprimiamo piena solidarietà al sindacalista dei Sudd Cobas barbaramente aggredito davanti ai cancelli dell’azienda. Arturo stava facendo il suo lavoro di sindacalista insieme ai lavoratori in sciopero. Mentre discuteva del mancato pagamento degli stipendi arretrati, come si vede dalle immagini, è stato colpito con pugni e calci. È un episodio grave, che condanniamo con fermezza. La violenza non può mai essere una risposta, tantomeno nei confronti di chi rappresenta i lavoratori e ne tutela i diritti. Quel gesto non colpisce solo una persona, colpisce la libertà sindacale e il diritto di manifestare la propria opinione”.
Sulla questione è intervenuto anche  Emiliano Fossi segretario regionale Pd ” Piena solidarietà ad Arturo Gambassi, sindacalista del Sudd Cobas, aggredito davanti alla Stamperia Mix di Prato durante lo sciopero degli operai per il mancato pagamento degli stipendi. È un fatto gravissimo, intollerabile, che va condannato senza esitazioni. Quando un sindacalista viene colpito mentre è al fianco di lavoratori che chiedono solo di essere pagati, non siamo davanti a un episodio isolato: siamo davanti a un attacco ai diritti, alla dignità del lavoro e alla libertà sindacale. Nessuna vertenza può essere affrontata con pugni, intimidazioni o violenza” .
Solidarietà al sindacalista anche da parte anch e della a vicepresidente Mia Diop e l’assessore al lavoro Alberto Lenzi
“L’uso della violenza contro sindacalisti e lavoratori è un episodio grave che fa spregio alla democrazia, alle libertà fondamentali, alla dignità del lavoro. Non possiamo permettere che una rivendicazione sindacale riceva come risposta una deriva violenta che calpesta la dignità stessa del lavoro e delle persone”, afferma la vicepresidente Diop. Secondo l’assessore Lenzi, “aggredire un sindacalista significa colpire la convivenza civile e la stessa Costituzione. Un fatto ignobile, che purtroppo segue altri simili accaduti recentemente e di fronte ai quali non è possibile restare in silenzio. Le autorità facciano immediata chiarezza sull’accaduto e i responsabili siano identificati e perseguiti con fermezza”.
E di enensima aggressione parla Alessio Laschi segretario Sinistra Italiana Prato e Coordinatore Avs “Quando violenza, tensione e paura diventano normalità, una città smette piano piano di sentirsi sicura. Sindacalisti aggrediti, lavoratori sfruttati, autobus nel caos, risse, rapine, degrado. E ogni volta stesso copione: indignazione per 24 ore… poi silenzio. Prato non può diventare il posto dove tutto fa notizia ma niente cambia. La sicurezza non è né destra né sinistra: è dignità per chi vive, lavora.
“Come Cgil Prato-Pistoia e Cgil Toscana esprimiamo- il commento di Daniele Gioffredi, segretario generale Cgil Po-Pt, e Rossano Rossi, segretario generale Cgil Toscana la nostra più ferma condanna dell’aggressione al sindacalista impegnato a far avere ai lavoratori in lotta il dovuto salario da parte del padrone dell’azienda. A lui ed ai lavoratori in lotta va tutta la nostra vicinanza e solidarietà. Si rispetta il Lavoro, la Liberazione e la Costituzione se si rispettano i diritti ed i bisogni delle lavoratrici e dei lavoratori in carne ed ossa. Invitiamo alla partecipazione per le iniziative che verranno organizzate. La democrazia si misura da queste cose e noi vogliamo che ogni lembo della nostra Toscana sia democratica, a partire dai luoghi di lavoro, nessuno escluso. Basta con le violenze su lavoratori e sindacalisti, la misura è colma, prenderemo tutte le iniziative necessarie per contrastare questa deriva”.
Condanna del presidente della Provincia di Prato e sindaco di Montemurlo, Simone Calamai:”Si tratta dell’ennesimo atto di violenza contro chi rivendica i diritti dei lavoratori.  – dice Calamai- Esprimo la mia solidarietà al sindacalista e ribadisco che un distretto di legalità, dialogo e diritti è possibile. Quanto ottenuto con la vertenza l’Alba ne e’ la dimostrazione. Dobbiamo garantire dignità, legalità e diritti “. “Oggi siamo a ribadire quello che diciamo da anni – afferma il candidato sindaco di Unità Popolare Enrico Zanieri -. Lo facciamo di fronte ad una aggressione contro un sindacalista, durante uno sciopero. Non è il primo caso, purtroppo. E ribadiamo quanto andiamo dicendo da tempo, ovvero che occorre anche l’intervento della politica. Perché non possiamo permettere che Prato sia sfruttamento lavorativo e aggressioni in stile mafioso. La politica deve intervenire con i controlli, ma anche con strumenti che impongano un nuovo modello produttivo e di consumo. Dove il rispetto e la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori sia elemento centrale del sistema produttivo. E questo si può fare e si deve fare, a partire dalla tracciabilità pubblica della filiera, dalla gestione dei rifiuti tessili, dalla presenza di enti pubblici di ricerca e sviluppo e soprattutto dal sostegno politico ad ogni rivendicazione sindacale. Infatti, crediamo che il Comune di Prato debba costituirsi parte civile in ogni processo di sfruttamento lavorativo. Sarebbe un segnale politico fondamentale che dobbiamo avere il coraggio di fare.” (nt)

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