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Morto dopo le lesioni subite al pronto soccorso, la pm chiede di condannare le guardie giurate


I fatti risalgono all'ottobre 2017: la vittima, deceduta un anno dopo, aveva detto di essere stato picchiato dai due vigilantes. Al processo è guerra di perizie tra accusa e difesa


Redazione


Sei anni e 10 mesi e quattro anni e 6 mesi. Sono queste le condanne che oggi, mercoledì 24 marzo, il pubblico ministero, Valentina Cosci, ha chiesto per le due guardie giurate accusate di aver picchiato, la sera del 4 ottobre 2017, al pronto soccorso dell'ospedale di Prato, un uomo di sessant'anni procurandogli lesioni che un anno dopo lo portarono alla morte. I due imputati, chiamati a rispondere di omicidio preterintenzionale, hanno scelto il rito abbreviato. Entrambi presenti in aula, con i loro avvocati: Giuseppe Nicolosi, Michela De Luca e Antonio Cozza. Presenti anche alcuni dei familiari della vittima che si sono costituiti parte civile e che sono assistiti dagli avvocati Manuele Ciappi e Anna Lucia Mereu.
Un caso molto dibattuto che si gioca principalmente sulle tre perizie finite agli atti: quella della procura, quella del giudice delle indagini preliminari e quella della difesa; in ognuna è ricostruita l'origine delle lesioni che determinarono nella vittima una tetraplegia e la correlazione con il decesso. Tra le carte, anche il verbale dell'incidente probatorio a cui la vittima fu sottoposta. Nessun testimone diretto di quanto accadde al pronto soccorso; si sa che l'uomo arrivò chiedendo di essere visitato e che, pur in uno stato di agitazione, fu invitato ad aspettare il proprio turno. Vuoto nei minuti precedenti al ritrovamento dell'uomo a terra in una stanza del triage: una caduta accidentale? un malore? un'aggressione? Le risposte arriveranno dal processo. La vittima morì in un centro specializzato per la cura di pazienti infermi: poche ore dopo quello che per la procura fu un pestaggio e per la difesa un evento indipendente dall'intervento delle guardie giurate, si manifestò la tetraplegia. Le due guardie giurate, indagate prima per tentato omicidio, poi per lesioni aggravate e, in seguito al decesso, per omicidio preterintenzionale, furono sospese dal servizio e successivamente licenziate.
Nella prossima udienza sono previste, nell'ordine, le arringhe delle parti civili e delle difese. Poi il giudice si ritirerà per la sentenza.

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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