Tornata in libertà lo scorso 30 ottobre dopo tredici mesi di arresti domiciliari per l’omicidio del marito ottantasettenne malato di Alzheimer, è morta per una caduta accidentale appena pochi giorni dopo, il 12 novembre. Un destino triste quello della donna, 84 anni, che, preda di una profonda prostrazione e stremata dalla fatica fisica e psicologica di anni e anni di totale dedizione al marito malato, decise di mettere fine a tutto nella loro casa a Vernio: prima soffocò l’uomo poi tentò il suicidio tagliandosi la gola. Era il 29 settembre 2024. Fu il figlio della coppia, che vive e lavora lontano dalla Val di Bisenzio, a chiedere l’intervento dei carabinieri dopo non aver ricevuto risposta alle abituali telefonate che faceva ogni giorno ai genitori. Dopo la scoperta del dramma, l’anziana fu arrestata e solo alla fine dello scorso mese rimessa in libertà dai giudici della Corte d’assise in attesa dell’udienza per la perizia psichiatrica chiesta e ottenuta dal suo avvocato, Alberto Rocca. Udienza fissata per il 13 novembre e mai celebrata.
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