“Se non mi date i soldi vi ammazzo, vi brucio, vi taglio a pezzi”. Minacce ripetute ai genitori e alla sorella invalida per costringerli a dargli quando dieci, quando venti, quando cinquanta euro. In una occasione, madre e sorella minacciate con un coltello e salvate dall’intervento del padre. Una storia durata due anni, fino alla denuncia da parte dei familiari stanchi di subire angherie e scatti di ira. Accusato di maltrattamenti e difeso dall’avvocato Cristiano Toraldo, l’uomo, marocchino di 51 anni, è stato condannato a 2 anni e 4 mesi di reclusione con il rito abbreviato. La sentenza è stata pronunciata dal giudice delle udienze preliminari del tribunale di Prato, Camilla Tesi, che ha riconosciuto un risarcimento di tremila euro alla madre che si è costituita parte civile con l’avvocato Alessandra Artese.
La denuncia risale ad agosto 2024. Una denuncia dettagliata con circostanze, parole, episodi quotidiani elencati uno ad uno in un vortice di pretese, di minacce e di violenze verbali. Motivo delle discussioni la continua richiesta di soldi. Un clima di paura che per lungo tempo ha costretto i genitori e la sorella a dormire chiusi nelle loro camere e a tenere delle bacinelle per eventuali bisogni allo scopo da evitare di andare in bagno e imbattersi nell’uomo.
Una vicenda cominciata ad ottobre 2022 ed esplosa in fatti via via sempre più violenti tanto da far cadere in uno stato di ansia e depressione madre e sorella che per un certo periodo hanno vissuto presso dei parenti, e tanto da convincere il padre a interrompere i suoi viaggi in Marocco per paura di atti estremi in sua assenza.
A carico del 51enne è in vigore un divieto di avvicinamento ai familiari.
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