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Maxi blitz a San Paolo: chiuse 12 ditte cinesi, trovati 36 clandestini. Il capannone ora è inagibile


Redazione


Dodici ditte cinesi controllate praticamente contemporaneamente con un maxi spiegamento di uomini che ha visto impegnate oltre sessanta unità tra polizia, carabinieri, polizia municipale, militari dell’esercito, vigili del fuoco Nas, ispettorato del lavoro e ispettori Asl e personale Asm. Con, alla fine, un totale di 36 clandestini rintracciati, la chiusura di tutte le attività e il sequestro dell’immobile con dichiarazione di inagibilità.Il tutto finalizzato a inaugurare una nuova metodologia d’intervento che, come ha spiegato il prefetto Eleonora Maffei punta a mandare un messaggio chiaro e univoco alle aziende che non rispettano la legge e a chi a queste aziende affitta i capannoni senza preoccuparsi troppo di quello che vi accade all’interno: “Tutti devono sapere – dice il prefetto – che non sarà più conveniente non osservare le regole. I controlli, adesso, saranno a 360 gradi e investiranno ogni aspetto delle attività delle ditte e delle società che affittano”. Insomma un modo per stare con il fiato sul collo degli irregolari.E i risultati si sono visti bene ieri quando le squadre interforze hanno fatto irruzione in un grosso capannone al civico 40 di via Ceccatelli, nella zona di San Paolo. Dentro c’erano alloggiate ben 12 diverse aziende, ognuna delle quali presentava la ormai tipica disposizione: parte dello spazio utilizzato per ospitare i macchinari, il restante per i cubicoli-dormitoio, la cucina e i bagni. Il tutto in pessime condizioni igienico sanitarie. Per evitare fughe, l’area all’esterno del capannone è stata cinturata. Nessuno, però, ha aperto il pesante cancello in ferro, che è stato forzato dai vigili del fuoco. Dentro, sui due piani in cui è diviso l’immobile, sono stati trovati oltre cento cinesi (tra i quali anche due neonati), più di un terzo dei quali risultato clandestino. Tra i 36 irregolari, cinque sono stati arrestati perché inottemperanti ad un precedente ordine di espulsione. Tutti gli altri sono stati invece denunciati. Denuncia per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina anche per i 6 titolari che sono stati trovati nel capannone. I vigili del fuoco, invece, hanno contestato una quarantina di violazioni di carattere penale, mentre la polizia municipale ha accertato palesi violazioni alle norme urbanistiche che hanno portato al sequestro dell’immobile, con dichiarazione di inagibilità. E proprio questo è il punto su cui da ora in poi intendono puntare gli sforzi delle forze dell’ordine, coordinati dalla prefettura. Con la dichiarazione di inagibilità, infatti, si va a colpire al cuore la proprietà dell’immobile, che non può più utilizzarlo per almeno sei mesi e deve rifare tutto l’iter burocratico dell’agibilità, con i costi amministrativi e con gli eventuali lavori di messa a norma da fare all’immobile.L’obiettivo è quindi quello di non fare più controlli a macchia di leopardo, ma concentrarsi di volta in volta su determinate zone per arrivare alla loro “bonifica”. Vale a dire togliere le aziende irregolari dai capannoni e far sì che non ci possano più rientrare. Un lavoro capillare e che richiede blitz in forze come quello di ieri mattina a San Paolo. Ma che potrebbe forse dare segnali concreti nella lotta all’illegalità e una risposta ai tanti cittadini che continuano a segnalare situazioni di disagio e di difficoltà. Il capannone sequestrato ieri risulta appartenere ad una società immobiliare pratese e sono in corso controlli per verificare i contratti di affitto e la loro regolarità. Intanto anche i proprietari sono stati denunciati per concorso nelle violazioni urbanistiche.
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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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