Settantacinque persone senza permesso di soggiorno, 153 lavoratori impiegati in nero, ventinove attività sospese , due persone arrestate e quasi 900 mila euro di sanzioni amministrative. Sono questi i numeri che riassumono l’attività svolta nel 2025 dal Gruppo di lavoro interistituzionale per la tutela della legalità nelle attività produttive, coordinato dalla prefettura.
Nel corso dell’anno sono stati effettuati trentotto controlli nelle aziende del territorio, grazie a un’azione congiunta che ha coinvolto polizia di Stato, carabinieri, guardia di finanza, ispettorato del Lavoro, Asl, Inps, vigili del fuoco, polizia locale, Alia e agenzia delle dogane. I controlli hanno fatto emergere una situazione critica sotto diversi aspetti. In tutte le ditte ispezionate sono state riscontrate violazioni delle norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sulle disposizioni antincendio, oltre a gravi carenze igienico-sanitarie, con locali sporchi e presenza di residui e scarti di lavorazione sui pavimenti. Gli accertamenti hanno inoltre portato a denunciare all’autorità giudiziaria dei titolari di ventidue imprese, accusati di aver impiegato lavoratori irregolari sul territorio nazionale, alimentando così il sistema dello sfruttamento della manodopera sommersa, in violazione dell’articolo 22 del Testo Unico sull’immigrazione. Tra gli interventi più significativi dell’anno spicca l’accesso congiunto del 3 dicembre scorso: all’interno di un’azienda con locali risultati inagibili per l’attività artigianale sono stati trovati 20 lavoratori in nero e 11 lavoratori irregolari. In una sola giornata le sanzioni elevate hanno sfiorato i 100mila euro.
L’attività del Gruppo interistituzionale, portata avanti con ritmo costante durante tutto l’anno, ha contribuito in modo concreto a contrastare il lavoro irregolare e lo sfruttamento, rafforzando allo stesso tempo i controlli sulla sicurezza, sugli obblighi previdenziali e assistenziali e sulle condizioni di lavoro, in particolare nel settore tessile pratese.
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