Una freccia scagliata dall’esterno con grande precisione tanto da raggiungere il muro di recinzione. È la nuova trovata per far arrivare in carcere la droga dopo che i precedenti tentativi di recapito con droni, fionde e canne da pesca sono falliti. È quanto ha scoperto la polizia penitenziaria nella serata di lunedì 30 marzo quando una freccia con all’estremità attaccati due plichi è stata trovata nel piazzale della Dogaia, accanto al muro di contenimento. I due pacchetti contenevano un etto di hashish. Il ritrovamento porta a oltre un chilo la quantità di hashish sequestrata a partire dallo scorso 12 febbraio; nello stesso arco di tempo sono stati sequestrati anche 35 grammi di cocaina e 9 telefonini nella disponibilità dei detenuti. Il procuratore, Luca Tescaroli, descrive la casa circondariale come “piazza di spaccio del circondario pratese”.
Da tempo il carcere è ‘sorvegliato speciale’: droga e telefoni sono stati sequestrati a ripetizione facendo scaturire inchieste con decine di indagati tra detenuti e familiari. Una situazione di totale e dilagante illegalità per combattere la quale il procuratore ha chiesto rinforzi di uomini, telecamere di sorveglianza, sistemi di controllo tecnologicamente avanzati e protezioni per impedire il funzionamento dei telefonini e il lancio di oggetti. Sono i numeri a testimoniare cosa succede alla Dogaia: nel 2025, come ricorda la procura, sono stati sequestrati oltre un chilo di cannabinoidi, quasi due etti di cocaina, due grammi di ecstasy e 43 telefonini. Il procuratore ha sottolineato l’importanza della collaborazione fornita da alcuni detenuti.
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