Venerdì 9 gennaio, ore 14.50. Un uomo entra in un negozio di abbigliamento a gestione cinese in via Pistoiese. Impugna un grosso coltello, chiede soldi alla donna che è dietro il banco e quando lei dice “Oggi non ci sono soldi” lui allunga la mano, apre il cassetto, arraffa quello che trova e poi senza fretta esce raccomandando di chiudere la porta. E’ la scena ripresa dalla telecamera di sicurezza installata dentro il negozio. Il video è stato pubblicato su WeChat, il social più usato dai cinesi. Il filmato, una ventina di secondi in tutto, è diventato virale. E c’è che è pronto a scommettere che prima o poi qualcuno si ribellerà e allora la notizia sarà un’altra. Non risultano denunce presentate alla polizia o ai carabinieri. Ma a riguardare il video, stona l’atteggiamento sia della negoziante che del malvivente: quest’ultimo, che sembra di etnia pakistana, entra ed esce con calma, ha il cappuccio del giubbotto calato sulla testa ma il suo volto è riconoscibile; la donna non si spaventa, dice subito che non ci sono soldi come se già conosca il motivo di quella visita. Una rapina, forse non la prima. O forse un’estorsione.
Tra le reazioni quella di Aldo Milone di Prato libera e sicura: “La mancata denuncia fa sospettare perché potrebbe tradire una presunta estorsione. Quello che è successo deve preoccupare tutti, bisogna cercare di comprendere l’operato delle triadi cinesi. Non si può pensare che episodi del genere avvengono soltanto all’interno della comunità cinese e quindi non intaccano il prossimo sindaco di Prato deve mettere in campo tutti gli strumenti a disposizione per contrastare, unitamente alle forze di polizia, questo fenomeno”.
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