C’è anche Prato tra le province con zero morti sul lavoro dall’inizio dell’anno al 31 luglio. A dirlo è l’ultimo rapporto dell’Osservatorio sicurezza sul lavoro e ambiente di Vega Engineering. Un dato positivo che l’area pratese condivide con altre tre province toscane – Arezzo, Livorno e Pistoia – e con Ascoli Piceno, Benevento, Biella, Enna, Matera e Rovigo. In una classifica di tutte le province italiane divise per colore, dal rosso al bianco, ovviamente Prato è nella fascia bianca. L’analisi prende a riferimento solo gli infortuni mortali escludendo, quindi, gli infortuni in itinere (decessi a distanza di tempo ma riconducibili al lavoro, decessi la cui causa o il cui ambito non sono stati ancora accertati definitivamente).
Lo studio, reso noto in queste ore, mette in fila una serie di numeri molto allarmanti: in Italia, tra il primo gennaio e il 31 luglio, i morti sono stati 577, 18 in più rispetto al 2023. Straniera una vittima su cinque. Il settore maggiormente colpito dal lutto è stato quello delle costruzioni dove i morti sono stati 79.
La Toscana è in area gialla con 26 vittime. L’Osservatorio sicurezza sul lavoro e ambiente di Vega Engineering ha preso in esame il numero degli occupati di ogni provincia (dati Istat 2023) costruendo in questo modo il dato dell’incidenza: ecco che Isernia è la peggiore provincia con 2 morti su 29.496 lavoratori conosciuti all’Inail, mentre Firenze, per parlare di province toscane, è 21esima con 13 morti su 449.089 occupati e un’incidenza del 28,9, comunque più alta di quella nazionale che si attesta al 18,7. Firenze in fascia rossa insieme a Siena (3 morti su 118.183 occupati, incidenza 25,4) e Lucca (4 decessi su 163.665, incidenza 24,4). In fascia arancione solo Grosseto: 2 infortuni mortali tra i 98.643 occupati di tutta la provincia (incidenza 20,3); in area gialla solo Pisa con 3 morti su 185.370 occupati (incidenza 16,2). Tra le province in fascia bianca anche Massa Carrara con un decesso su 78.797 occupati (incidenza 12,7).
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