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Inchiesta sul canile, l’ex gestore patteggia tre anni per i reati di cui era accusata


La donna, ex presidente dell'associazione 'Qua la zampa' ed ex numero uno del canile municipale, fu arrestata ad aprile 2023. Nell'inchiesta altri 5 imputati che hanno scelto di non avvalersi di riti alternativi


Nadia Tarantino


Ha patteggiato tre anni di reclusione Patrizia Nocerino, l’ex presidente dell’associazione ‘Qua la zampa’ ed ex numero uno nella gestione del canile municipale ‘Il rifugio’, arrestata ad aprile dello scorso anno nell’ambito di un’inchiesta della procura su un sistema di illeciti nella conduzione della struttura. Nocerino, difesa dall’avvocato Nicola Badiani, è comparsa oggi, giovedì 15 febbraio, davanti al giudice delle udienze preliminari, Francesca Scarlatti, che ha accolto la richiesta di patteggiamento al quale già la procura aveva dato il suo consenso. Il Comune di Prato, proprietario del canile, non si è costituito parte civile e, dunque, non ha reclamato né il danno di immagine né il danno economico. Altri cinque imputati nell’inchiesta: una veterinaria della Asl Toscana centro, tre guardie zoofile e un volontario. Tutti hanno scelto di non avvalersi di riti alternativi e torneranno davanti al giudice il 4 luglio per discutere il rinvio a giudizio chiesto dall’accusa. Peculato, dazione per induzione, ricettazione e falso materiale in atto pubblico: questi i capi di imputazioni contestati a vario titolo.
L’inchiesta puntò i riflettori sulla gestione del canile. L’allora procuratore, Giuseppe Nicolosi, parlò di “malagestione”. A mettere in moto gli inquirenti furono le voci su una situazione non detto chiara riguardo alla condizione amministrativa della struttura e alla gestione dei cani. I carabinieri del Nas rilevarono “l’indebita percezione di somme di denaro dai proprietari dei cani sfuggiti al controllo e catturati sul territorio”. Denaro che, sostiene l’accusa, è stato incanalato in percorsi diversi da quello ufficiale consentendo così di mettere le mani su entrate destinate alle casse pubbliche. In sostanza, l’inchiesta parlava della restituzione dei cani dietro il pagamento di somme in contanti anziché attraverso il bollettino. Le indagini individuarono anche un altro profilo illecito: soldi pagati, in almeno un’occasione, da un proprietario cinese per evitare che partissero segnalazioni, e perciò sanzioni, sulle condizioni del suo cane. Da una parte, dunque, la restituzione dei cani fuori dai canali ordinari, dall’altra “l’appropriazione indebita” – così la definì la procura – di cani (di razza) di privati (cinesi) facendo credere loro che se avessero consegnato i loro animali tenuti male avrebbero evitato guai e facendosi dare denaro per sostenere il costo di cibo e cure.

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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