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Incendio nella casa-fabbrica, il presidente della Regione e il procuratore capo: “Un’altra Teresa Moda”


Dure reazioni dopo la morte di due persone nella palazzina adibita a laboratorio tessile. Il presidente Rossi: "Non possiamo tollerare questa situazione, se lo devono ficcare in testa tutti. I proprietari degli immobili segnalino qualsiasi anomalia, noi interveniamo". Il procuratore Nicolosi: "Pure peggio della Teresa moda: qui siamo di fronte ad una civile abitazione e ad un'attività clandestinizzata"


Redazione


Una Teresa moda in miniatura trasferita in un'abitazione. Tre anni e mezzo fa sette morti, oggi due. Tre anni e mezzo fa un capannone adibito anche a dormitorio, oggi una casa adibita anche a laboratorio. Una ditta fantasma, “clandestinizzata” per citare il procuratore capo Giuseppe Nicolosi, tra i primi ad arrivare in via Val di Bisenzio dove al'alba di oggi, sabato 26 agosto,  due cinesi di 35 anni sono morti nell'incendio della mansarda nella quale dormivano, accanto alle macchine per cucire (leggi). “Una situazione – ha detto Nicolosi – che replica via Toscana, la tragedia della confezione Teresa Moda. Peggiore addirittura perché qui si tratta di un appartamento trasformato in un luogo di lavoro come dimostrano i diciassette macchinari che sono stati trovati, diciassette postazioni lavoro che fanno immaginare altrettanti operai. La strada da fare è ancora lunga e la collaborazione dei cittadini è importante”. Quanto alla diffida che la proprietaria dell'immobile ha detto di aver inviato agli inquilini lo scorso 3 agosto per chiedere di rimuovere le macchine da lavoro, il procuratore ha detto: “Approfondiremo questo aspetto ma l'attività pare risalente nel tempo”.

La tragedia di via Toscana, il primo dicembre 2013, segnò la prima, vera, forte presa di coscienza della politica che intervenne quasi subito mettendo in moto i controlli straordinari nelle aziende cinesi che nel tempo hanno portato alla chiusura di settecento dormitori. I dormitori si sono spostati nelle case ma nelle case si sono spostate anche le macchine per cucire. Una situazione molto più difficile da monitorare: “Per fare un controllo in una casa occorre il mandato di perquisizione – ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che in tarda mattina è arrivato a Vaiano per toccare con mano la nuova tragedia sul lavoro – siamo di fronte ad un'abitazione adibita abusivamente a laboratorio. L'impegno per la legalità deve continuare ma c'è bisogno della collaborazione di tutti perché è inutile chiudere i dormitori nei capannoni se poi questi si spostano negli appartamenti. Ai proprietari che non sono tenuti a comunicare niente ma poi rischiano di risponderne penalmente, chiedo di segnalare qualsiasi situazione anomala”.

Il presidente della Regione non ha fatto sconti: “Non possiamo tollerare queste condizioni, se lo devono ficcare in testa tutti, compresi quelli che fanno ordinativi ad imprese così perché, insomma, per qualcuno avrà pure lavorato questo laboratorio”. Duro l'attacco all'imprenditoria cinese: “Chi ha organizzato questa cosa – ha detto Rossi riferendosi alla casa-fabbrica di Vaiano – è un criminale, i cinesi, a questo punto, non possono non sapere che così facendo si mette a rischio la vita delle persone”.  

nadia tarantino
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(N° 4 del 14/02/2009)
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