Un patrimonio milionario dissipato in tre anni: conti correnti svuotati, una ventina di immobili venduti a prezzi irrisori, assegni staccati uno dietro l’altro, gioielli e un orologio di valore spariti. Una lunga serie di operazioni e cessioni per un valore di diversi milioni di euro incompatibili con le condizioni di salute del titolare, un imprenditore tessile di Prato. Dietro denuncia delle figlie, nominate eredi universali alla morte dell’uomo avvenuta lo scorso gennaio, un osteopata è stato arrestato per estorsione: l’indagato, finito in manette venerdì 18 ottobre, ha tentato di farsi dare 180mila euro dalle eredi dell’imprenditore dietro la minaccia di consegnare ad una terza persona, ritenuta responsabile di aver approfittato delle precarie condizioni dell’imprenditore, registrazioni audio e video in grado di dimostrare l’avvenuta circonvenzione di incapace e, in questo modo, togliere di mezzo le prove utili a recuperare l’eredità.
L’osteopata, residente a Treviso, è stato arrestato dalla guardia di finanza nel parcheggio scambiatore vicino alla questura di Prato, proprio mentre avveniva la consegna del denaro. L’arresto è avvenuto nell’ambito di un’inchiesta della procura di Prato.
Le due sorelle, nel 2022, scoprono dalla lettura di alcuni documenti riguardanti la causa di separazione dei genitori, che il padre è affetto da diverse patologie e che ha rappresentato la volontà di non avere più nulla a che fare con loro. Alla morte dell’imprenditore, le due donne vengono nominate eredi universali ma dell’ingente patrimonio non è rimasto quasi più nulla: la maggior parte dei 23 immobili sono stati venduti, il conto corrente che aveva un attivo di 310mila euro è in passivo di circa 8mila, che tra il 2021 e il 2023 sono stati staccati assegni per oltre 300mila euro, che in meno di un anno la carta di credito ha sostenuto spese per 130mila euro, che mancano gioielli e un orologio di grande valore, che è stata disposta la donazione di 20mila euro e di un’automobile ad una terza persona. Una situazione assolutamente incompatibile con la salute fisica e psichica dell’imprenditore.
Le indagini avviate dopo le mosse delle sorelle arrivano fino in Veneto: qui, in un hotel di Montegrotto Terme, nel padovano, l’anziano aveva soggiornato e aveva conosciuto l’osteopata. E’ proprio lui, lo scorso agosto, a scrivere alle due sorelle un messaggio tramite social e a rivelare di essere in possesso di video e audio riguardante il padre; materiale registrato durante le sedute di fisioterapia da cui emergeva che l’anziano era succube di una persona che lo aveva privato del telefono per impedirgli di avere contatti con la famiglia. Per consegnare le registrazioni, l’osteopata ha chiesto 180mila euro, la stessa cifra che il presunto approfittatore avrebbe pagato per togliere di mezzo quelle prove.
I tre si danno appuntamento il 18 ottobre. Durante la consegna dei soldi, si palesa la guardia di finanza e scatta l’arresto. Altre indagini sono in corso.
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