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Il cantiere dello stadio resta sotto sequestro, il Comune porta le carte in Procura. Biffoni: “Siamo tranquilli”


Oggi il responsabile del settore ha consegnato al procuratore capo Nicolosi la documentazione che non è stata trovata nel cantiere dall'Asl. Ora i magistrati la esamineranno e decideranno se convalidare il sequestro


Redazione


Stamani, 7 luglio, il Comune ha portato in Procura la documentazione che ieri, nel corso di un sopralluogo, l'Asl non ha trovato nel cantiere per l'ampliamento delle tribune allo stadio Lungobisenzio (LEGGI). Carenze che hanno subito fatto scattare il sequestro dell'area perchè a norma di legge tali carte, relative alla sicurezza e alla regolarità del cantiere, devono stare necessariamente sul posto e non, come è accaduto, in ufficio. Nella tarda mattina di oggi il dirigente comunale del settore, Luca Piantini, accompagnato dall'avvocato Tognini del Comune, ha portato tutta la documentazione mancante al procuratore capo Giuseppe Nicolosi. Saranno i sostituti Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli a esaminare tali carte e a stabilire se ricorrono i presupposti per la convalida del provvedimento, da effettuare nelle prossime 48 ore. Nel caso di conferma, il Comune dovrà presentare istanza di dissequestro per tornare nelle disponibilità dell'area e procedere con la seconda fase dei lavori che prevedono anche la demolizione della tribuna lato ferrovia. Ogni giorno perso mette a rischio l'utilizzo dello stadio da parte del Prato calcio per le prime partite del prossimo campionato. Proprio per arrivare in tempo all'inizio della stagione calcistica, gli uffici del Comune avevano fatto partire la prima fase dei lavori con con una procedura di somma urgenza in attesa che arrivasse il via libera della ragioneria all'intervento principale che prevede anche la demolizione della tribuna lato ferrovia. Tra l'altro pochi giorni fa gli uffici avevano fatto la determina di assegnazione della seconda fase dei lavori che sarebbero partiti nei giorni successivi se non fosse arrivato il sequestro. 
La materia è molto tecnica ma in sostanza secondo il Comune la documentazione non era nel cantiere perchè la prima fase dei lavori si era conclusa nei giorni precedenti al sopralluogo dell'Asl come dimostra l'assenza di operai a lavoro. Per gli ispettori Asl e per la Procura invece il cantiere deve essere trattato come tale fino alla sua riconsegna al Comune anche se è fermo in attesa della sua seconda fase. Pertanto la documentazione deve essere a disposizione sul posto e devono essere rispettate tutte le condizioni di sicurezza imposte dalla legge. Ad esempio l'accesso. Notizie di Prato ad esempio,  è entrata nello stadio e si è avvicinata alla parte interessata dai lavori senza alcuna limitazione preventiva.
Il sindaco Matteo Biffoni si dichiara tranquillo: "Sono sorpreso: l'Asl ha agito su un cantiere chiuso, sono comunque tranquillo perchè l'ufficio tecnico e quello legale lo sono. I cantieri pubblici hanno iter molto complessi improntanti sulla trasparenza, i miei tecnici conoscono le procedure, non avviano un cantiere se non hanno tutti i documenti in regola, infatti non ho ben capito quello che è accaduto. Spero comunque che questa vicenda paradossale si concluda velocemente. Un cantiere pubblico sprovvisto di documenti è una questione che stride, comunque se sono stati commessi degli errori ripareremo, ci sono tecnici che sono pagati e lavorano per questo".
 
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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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