Saranno i professori del Politecnico di Torino Davide Poggi e Bernardo Chiaia, gli stessi che si sono occupati della tragedia di Rigopiano (29 morti nel crollo dell’hotel abruzzese provocato dalla valanga di neve e detriti che si staccò dal Gran Sasso il 18 gennaio 2017), a ricostruire le fasi e, più in particolare, a individuare le cause dell’alluvione che a novembre 2023 fece due morti e ingentissimi danni.
Nell’udienza di oggi, mercoledì 17 dicembre, il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Prato, Marco Malerba, ha affidato l’incarico ai due esperti: Davide Poggi per gli aspetti idraulici e idrologici, Bernardo Chiaia per quelli legati alla protezione civile. A loro, in forma di incidente probatorio, è stato chiesto di far luce su quel tragico evento. Quale la causa dell’alluvione? L’allerta meteo fu quella corretta? La comunicazione ai cittadini fu sufficiente? E lo furono anche le misure adottate a tutela della pubblica incolumità? Le due morti si sarebbero potute evitare? Il sistema idraulico dei corsi d’acqua a Prato e a Montemurlo era in piena efficienza? Le risposte arriveranno per la fine del prossimo maggio e saranno fondamentali per il destino degli imputati (undici tra amministratori e tecnici dei Comuni di Prato e di Montemurlo, del Genio civile Valdarno centrale e del quarto tronco Autostrade per l’Italia, quest’ultima posizione stralciata e trasferita per competenza a Firenze) accusati a vario titolo di omicidio colposo e disastro colposo. Tra loro – assenti anche oggi – l’allora ex sindaco di Prato, Matteo Biffoni (avvocato Nicolosi e Denaro), e l’ancora in carica di Montemurlo, Simone Calamai (avvocati Rocca e Santini).
L’udienza è servita anche per la costituzione dei responsabili civili: il Comune di Prato che è assistito dall’avvocato fiduciario della compagnia assicurativa dell’ente, Geronimo La Russa, figlio del presidente del Senato Ignazio; il Comune di Montemurlo che ha nominato il professor Fausto Giunta; la Regione Toscana che si è affidata all’avvocato Nino D’Avirro. Il gip ha accolto la richiesta dell’avvocatura dello Stato di estromettere dal processo il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Tra le parti civili i familiari delle vittime (avvocati Torri, Cini e Pazzaglia) e una ventina di cittadini di Montemurlo (avvocato Belli).
Tutti gli imputati
Matteo Biffoni e Simone Faggi (difesi dagli avvocati Nicolosi e Denaro), Valerio Barberis (avvocato Nigro), Simone Calamai (avvocati Rocca e Santini), Valentina Vespi (avvocato Nicolosi), Pamela Bracciotti (avvocato Palena), Sergio Brachi (avvocato Bertei), Sara Tintori (avvocato Mercuri), Stefano Grossi (avvocato Denaro), Fabio Martelli (avvocato Lombardo) (nadia tarantino)
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