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“Guerra” legale tra società immobiliare e Autostrade per l’Italia: il giudice riconosce un danno di 400mila euro


Il progetto di costruire otto appartamenti in via Casale e Fatticci è poi saltato proprio a causa del contenzioso. Adesso il Consiglio di Stato ha dato ragione alla società


Nadia Tarantino


Il progetto della società Greta Immobiliare di costruire otto appartamenti in via Casale e Fatticci, estrema periferia ovest di Prato, saltato a causa di un ingarbugliato contenzioso con Autostrade per l’Italia rimbalzato di giudice in giudice e di sentenza in sentenza nell’arco di tempo compreso tra il 2008 e questi giorni. Tutta colpa di qualche metro, o meglio dell’interpretazione e delle misurazioni della distanza tra il fabbricato e la fascia di rispetto autostradale. Un danno, secondo la società che ne ha chiesto il riconoscimento, di poco meno di 7 milioni di euro ma che, nei giorni scorsi, è stato ridimensionato a 404mila euro dal Consiglio di Stato che ha messo la parola fine alla vicenda.
Tutto comincia quando a gennaio 2008 Greta Immobiliare, forte del permesso a costruire rilasciato dal Comune di Prato,  comincia i lavori per la realizzazione degli appartamenti. Il cantiere dura neppure due mesi perché Autostrade per l’Italia invia una diffida a proseguire in quanto viene intaccata la fascia di rispetto autostradale. Il tempo di chiedere e ottenere dal Comune una variante in corso d’opera – il fabbricato traslato verso sud ad una distanza di 32 metri dallo svincolo dell’autostrada – e i lavori ripartono. Tutto a posto? no. No perché Autostrade per l’Italia invoca una fascia di rispetto di 60 metri mentre il Comune assicura la legittimità dell’intervento sostenendo che la distanza da osservare è 25 metri. Il cantiere sta fermo altri mesi e poi riprende. Tutto a posto? no. Stavolta l’intoppo arriva dalla richiesta danni che Greta Immobiliare, travolta dalla crisi dovuta allo stop del cantiere, rimette a Autostrade per l’Italia e che si trascina per anni tra vittorie, sconfitte, ricorsi e controricorsi. Una richiesta danni da 7 milioni tra mancato profitto, costi di spostamento del cantiere, richieste risarcitorie da parte dei futuri proprietari degli appartamenti, difficoltà di accesso al credito bancario, previsione di mancato fatturato, tasse, contributi e tutto il resto. Intanto, nel 2012, il progetto naufraga definitivamente.
Il Consiglio di Stato affida al Rettore del Politecnico di Milano il compito, in qualità di verificatore, di chiarire alcuni aspetti in modo da tirare le somme del danno patito da Greta Immobiliare. La cifra finale viene fissata in 404mila euro e qualche spicciolo, oltre a rivalutazione monetaria e interessi legali. Una parte della pretesa risarcitoria è stata annullata dai giudici che hanno stabilito che “la società non può pretendere il risarcimento dei danni che non siano eziologicamente riconducibili in via immediata e diretta agli atti adottati da Autostrade per l’Italia, tenendo conto che le diffide non impedivano di proseguire nell’esecuzione dei lavori avviati sulla base dei titoli abilitativi rilasciati dal Comune”. Tradotto: il cantiere poteva andare avanti grazie all’autorizzazione del Comune e nonostante le diffide di Autostrade per l’Italia. (nadia tarantino)

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è una testata registrata presso il Tribunale di Prato
(N° 4 del 14/02/2009)
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Direttore responsabile: Claudio Vannacci

Editore: Toscana Tv srl

Redazione: Via del Biancospino, 29/b, 50010
Capalle/Campi Bisenzio (FI)

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