Tante le reazioni del mondo politico cittadino al gravissimo fatto di sangue avvenuto stanotte in piazza Mercatale, con un giovane di 23 anni che lotta tra la vita e la morte dopo essere stato accoltellato per aver difeso una collega di lavoro. Nel pomeriggio si è tenuta una riunione straordinaria del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura, con il prefetto Michela La Iacona che ha convocato tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine, del Comune e della Provincia per esaminare i primi elementi informativi relativi al fatto criminoso. “Il Consesso – si legge nel comunicato emesso al termine dell’incontro – ha unanimemente condiviso la necessità di una risposta ferma e coordinata, nel quadro di una mirata strategia di prevenzione e contrasto già in atto. In tale ottica, con l’obiettivo di innalzare il più possibile il livello di attenzione a tutela della sicurezza pubblica, la Prefettura ha disposto una mirata implementazione – in particolare nelle zone più sensibili della città – dei servizi straordinari di vigilanza e di controllo del territorio, anche “ad alto impatto”, da parte delle forze di polizia che vedranno anche il concorso della polizia locale”.
L’episodio, come detto, ha provocato un vivace dibattito con centrodestra e centrosinistra ad accusarsi a vicenda per la situazione. Tra gli interventi quello della deputata di Forza Italia Erika Mazzetti: “”Ripristinare la sicurezza è un obiettivo prioritario per Forza Italia e di tutto il centrodestra – dice – viste le condizioni nelle quali è stata lasciata la città per 10 anni, tra annunci, plateale menefreghismo, sottovalutazione dell’illegalità diffusa, senza soluzioni. Senza sicurezza la città non vive, non lavora, non cresce e non è libera. Non si possono più accettare episodi gravissimi, ormai diventati l’ordinario come questo, o zone franche. Il governo di centrodestra in questi anni ha fatto decreti sulla sicurezza, come per le periferie e il sociale, adesso stiamo riformando la polizia locale noi abbiamo dato gli strumenti le amministrazioni Biffoni/Bugetti non li hanno utilizzati per il bene del territorio”.
Dal campo opposto, Christian Di Sanzo, deputato e segretario reggente del Pd di Prato dice: “Siamo di fronte a una violenza inaudita. Una violenza che, stando alle prime ricostruzioni, vedrebbe tra gli aggressori anche un minorenne. E’ un dato allarmante su cui tutti dovremmo riflettere con attenzione, invece di lanciare attacchi. Eppure, mentre il ragazzo aggredito versa ancora in gravi condizioni, la destra cerca di imputare al Partito Democratico le responsabilità che sono del governo e del ministero dell’Interno, forse dimenticandosi che Meloni e Salvini sono al governo da quasi quattro anni e che a Prato non hanno dato un agente in più. Nemmeno uno”. Con il segretario del Pd Toscana Emiliano Fossi che aggiunge: “La sicurezza è un tema serio, che non può essere affrontato con slogan, propaganda o polemiche strumentali. Colpisce ancora di più il doppio standard della destra: quando a Massa, città governata dal centrodestra, un uomo perse la vita in seguito a un episodio violento, chiesero di non strumentalizzare quella tragedia. Oggi invece stanno trasformando i fatti di Prato in una clava politica contro il centrosinistra locale, tentando per l’ennesima volta di scaricare responsabilità e alimentare paure, facendo campagna politica sulla pelle delle persone”. Sulla stessa linea il deputato toscano dem e capogruppo Pd in Commissione Giustizia Pd Federico Gianassi: “Il governo Meloni aveva vinto le elezioni promettendo più sicurezza ed aveva poi esaltato il decreto Caivano come la soluzione definitiva al problema della violenza giovanile – dice -. Oggi, invece, ci ritroviamo davanti a minorenni armati di coltello che colpiscono i ragazzi nel cuore delle nostre città. È intollerabile”.
L’assessora alla Cultura della Regione, nonché coordinatrice di Casa Riformista, Cristina Manetti: “La brutale aggressione avvenuta a Prato suscita sgomento e profonda preoccupazione – dice – . A questo coraggioso ragazzo che ha deciso di intervenire e che ora è in gravi condizioni, va il mio augurio di guarigione e la vicinanza istituzionale della Regione Toscana. Purtroppo è l’ennesimo episodio di violenza intimidazione e sopraffazione nei confronti delle donne. Nessuna donna deve sentirsi sola o in pericolo negli spazi pubblici, né dover subire molestie o comportamenti aggressivi”.
La Lega interviene con il deputato Andrea Crippa, commissario regionale: “Un fatto – dice – che conferma come esista un problema relativo alla sicurezza dei cittadini pratesi, argomento che abbiamo affrontato proprio nella giornata di ieri assieme al sottosegretario al ministero dell’Interno Nicola Molteni. Occorre, dunque, un cambio di rotta immediato per evitare che avvengano episodi efferati come questo. Basta buonismo, è necessario sanzionare adeguatamente e senza sconti chi, italiano o straniero, si macchia di reati così gravi”. Con il capolista Claudiu Stanasel che aggiunge: “Il problema dell’insicurezza a Prato non è una percezione, è una realtà critica che da tempo colpisce quartieri, piazze e attività della nostra città. Non possiamo continuare ad abituarci a tutto questo. E soprattutto non possiamo più accettarlo. Prato merita sicurezza, legalità e rispetto. Perché una città dove un ragazzo rischia di morire per aver difeso una donna mentre esce da lavoro non può essere considerata una città normale”.
Anche Claudio Belgiorno, candidato sindaco con la sua lista civica, è intervenuto sul grave episodio: “L’accoltellamento è solo l’ultimo, gravissimo episodio di una cronaca che non può più essere ignorata – dice -. Non è percezione: la mancanza di sicurezza a Prato è una solida e violenta realtà. Il nuovo sindaco dovrà adottare subito un piano per riprendere il controllo del territorio, partendo dai luoghi simbolo del degrado e della violenza, come la zona della Stazione e le piazze del centro storico. La nostra proposta si articola su due direttrici operative che non ammettono ritardi: Un tavolo permanente sulla sicurezza e l’integrazione tra polizia locale e vigilanti privati per sopperire alle carenze di organico”.
Aldo Milone, candidato nella lista civica “L’alternativa c’è” nonché ex assessore alla Sicurezza dice: “L’ episodio di stanotte pone di nuovo all’ attenzione della politica e delle forze di polizia il tema della sicurezza in città. Su questo argomento leggo alcune proposte di candidati sindaci in materia di sicurezza che fanno venire i brividi per la loro insipienza e per la loro inefficacia e inutilità. Ovviamente non si vuole trasferire tutto sulla polizia locale il problema sicurezza in città ma cercare con provvedimenti, che il sindaco può adottare e che sono anche di sua competenza, di collaborare al presidio del territorio. I provvedimenti sono molteplici e vanno dal Daspo urbano alla dotazione della pistola taser fino alla creazione di un nucleo di sicurezza urbana”.
“In molti, oggi, parlano di avere maggiore polizia, maggiori controlli, più telecamere – dice Enrico Zanieri, candidato sindaco di Unità popolare -. Molti di questi schieramenti politici, sono gli stessi che da anni tagliano i bilanci statali, che non coordinano le attività delle polizie e che hanno reso le carceri delle scuole di delinquenza. Ma vogliamo aggiungere anche un altro aspetto. Perché il degrado e la microcriminalità non si debellano senza una azione sera contro le grandi criminalità e le associazioni mafiose e non si sconfiggono senza politiche sociali profonde, che investano la scuola e l’educazione, lo sport e le attività ricreative. Vedere oggi solo l’aspetto securitario, significa cavalcare l’onda emotiva. I controlli servono, ma senza interventi sociali avranno solo l’effetto di acuire il disagio, senza risolvere il problema della sicurezza.”
Infine Andrea Barrali, responsabile Futuro Nazionale Prato: “Il gesto di coraggio del giovane – dice – rappresenta i valori migliori della nostra comunità. È necessario un approccio rigoroso e uniforme: chi delinque – italiano o straniero – deve essere punito con fermezza, e chi non ha titolo a rimanere sul territorio nazionale va espulso con procedure rapide”.
Nel campo delle associazioni di categoria, da registrare l’intervento di Confcommercio: “Si tratta di un fatto gravissimo – si legge nella nota -. Episodi come questo devono spingere tutti a una profonda riflessione sul tema della sicurezza e sulle tutele che devono essere garantite ai cittadini e ai lavoratori. È inammissibile dover temere per la propria incolumità al termine di una giornata di lavoro, a causa di malintenzionati che si sentono liberi di agire indisturbati, peraltro nel cuore della città e in orari che, seppur notturni, rappresentano la normale conclusione dell’attività lavorativa per chi opera nella ristorazione e nei pubblici esercizi del centro storico. Le attività del commercio, della ristorazione e dei pubblici esercizi rappresentano un importante presidio di sicurezza, vivibilità e legalità per il territorio e i loro lavoratori devono essere messi nelle condizioni di svolgere il proprio lavoro e di terminare il turno senza paura. Garantire sicurezza significa tutelare non solo le persone, ma anche la qualità della vita urbana e il futuro delle nostre aziende. Per questi motivi torniamo a chiedere maggior presenza di forze dell’ordine per cittadini e imprese, per sostenere la qualità della vita e del lavoro in un centro storico dinamico come quello pratese che merita di essere vissuto in sicurezza”.
E’ il sindacato di polizia Fsp con il segretario provinciale Alfonso Luciano a denunciare anche la carenza di organici: ““Prato è una realtà complessa, interessata da significativa pressione demografica, criminalità diffusa, criticità sociali e operative che richiedono un dispositivo di sicurezza stabile, adeguato e proporzionato alle esigenze del territorio – dice -. Da tempo chiediamo un rafforzamento degli uffici della Polizia di Stato presenti nella provincia, con particolare attenzione alla Questura, presidio centrale dell’autorità provinciale di pubblica sicurezza. La sicurezza non può essere affrontata solo nell’emergenza o sull’onda emotiva dei singoli episodi. Servono organici adeguati, risorse certe, programmazione e uffici messi nelle condizioni di funzionare pienamente”.
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